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martedì 2 novembre 2010

Bouns track #1

jacuzzi, di Maddalena Villa (Thailandia)



Jordan flag, di Anna Ogliari (Giordania)



Sono italiani e si devono far riconoscere, di Andrea Buonopane (Bulgaria)

giovedì 14 ottobre 2010

Scatta il cantiere, categoria !

Eccoci arrivati al trittico vincitore della categoria "!", da alcuni battezzata "categoria oohhohooòh...!?". Giusto per intendersi suscritta categoria era stata presentata come "categoria jolly: foto che vi piacciono ma che non rientrano nelle precedenti categorie". Quei vestiti per i quali non esiste la stagione. Quella stagione per la quale non esiste la pizza. Quella pizza per la quale non esiste il vestito.

Non il calzone, insomma. Passiamo alle foto vincitrici?

Prima classificata


Playboy di Davide Gnes (Giordania)

Seconda classificata


Crescere insieme di Silvia Bombelli (Kenya)

Terza classificata


Notturno a Khizabavra, di Fabio Giudici (Georgia)

A domani con la mai abbastanza attesa (e ancora inedita) storia georgiana!

mercoledì 13 ottobre 2010

Scatta il cantiere, categoria Now

Categoria Now: "Il senso dell'essere lì in quel momento, il perché, l’essenza del cantiere". Wow. Laselezionevincitriceècompostada:

Prima classificata


You are welcome, di Francesco Minoia (Giordania)

Seconda classificata


Regalami un sorriso, di Silvia Bombelli (Kenya)

Terza classificata


Clown, di Carlo Cecchetto (Nicaragua)

martedì 12 ottobre 2010

Scatta il cantiere, categoria Act

La categoria "Act" era stata descritta come "le attività del Cantiere, cantieristi in azione, un momento del loro servizio".

Prima classificata


Pirati spensierati, di Francesca De Francesco (Moldova)

Seconda classificata


Impossible is nothing, di Francesco Minoia (Giordania)

Terza classificata


Birra e salsicce, di Giuditta Personeni (Palermo)

lunedì 13 settembre 2010

devi sorridermi se puoi, non sarà facile ma sai

si muore un po' per poter vivere

sarebbe bello partire e basta
così
passaporto e due soldi in tasca
e basta




oppure scegliere cinque cose che servono davvero e portare via solo quelle
cose che poi usi e non ci pensi, alla storia che queste cose hanno




essere pirati
nuovo porto, nuova vita
e basta




ma non si può
ma non si riesce




sarebbe bello non pensarci
prontivia
e basta




ma poi ci pensi
e non sei pronta
e non vai via




cioè, per andare via, vado via




ma poi torno




ciao.

lunedì 23 agosto 2010

Solo la Moldova va in tv, ma solo Smakiya va su abouna.org!!


ora non c'è il tempo per ringraziare il nostro gruppogita per il miracolo che ha fatto nel mezzo del deserto giordano. io e il partente gnes (per tutti gli SCE che non lo sapessero, e immagino che siano più o meno tutti, il caro compagno di dis-avventure mediorientali mi molla per lanciarsi verso nuove ed esaltanti avventure...buona fortuna, dafda!) ci ripromettiamo, in un momento più tranquillo, di raccontare a tutti come è andato il cantiere dalle nostre parti.
per il momento vi linko il sito che parla di noi (chiaro per tutti, no?!). l'articolo l'ha scritto uno dei volontari locali che ha lavorato con noi in queste settimane.

poi una domandina ai miei shabab: ma quand'è che tornate, che io mi annoio?

mercoledì 18 agosto 2010



CdS Jordan 2010 - 3 atto -
Sette giorni sembrano davvero pochi per una scuola estiva degna di questo nome. Eppure sono stati sufficienti a rendere l’esperienza più unica che rara, permettendoci di affezionarci a tutti quei ragazzi che ora già ci mancano.
Neanche il tempo di riprendere il fiato che un’altra sfida era già alle porte. Più di dieci anni, infatti, sono passati senza che nessuno abbia messo piede (e mano) nei campi da gioco della parrocchia di Smakya.




Questa fase di stallo si interrompe quando la visione di tanta desolazione e l’altrettanta voglia di fare di noi volontari italiani vince sulla pigrizia giordana. Armati di badili, picconi, carriole, guanti e pittura, la squadra degli operai della solidarietà, supportata da particolari personaggi locali, inizia l’impresa impossibile. Tutto sarebbe dovuto essere pronto in vista della giornata sportiva in programma per la settimana successiva.






E tra una picconata e una sverniciata, la piccola fabbrica smakyana riesce a concludere la missione a pieni voti. Dove prima c’erano soltanto polvere, sassi e sterpaglie ora splendono righe che delimitano i campi da gioco. Le varie reti sono montate.





Tutto è pronto per l’ultimo scoglio.
Non sono ancora le 3 del pomeriggio che i campi pullulano di una novantina di ragazzini pronti a godersi il frutto del nostro lavoro. Neanche questa volta il caldo li ferma; la voglia di giocare e divertirsi insieme è davvero troppa! Le tre ore dello sport day si consumano velocemente. Ma non è ancora ora di salutarsi e ritirarsi in doccia. Le porte dell’oratorio sono ormai spalancate a chiunque passi di lì. Ragazzi mai visti e per lo più facce poco raccomandabili fanno capolino nel nuovo stadium, anch’essi animati da una gran voglia di partecipare. Ha dunque inizio la grande sfida: Italia - Giordania. La competizione è al massimo, ma la sportività rimane a fare da padrona. Bastano tuttavia due set a pallavolo e una partita di basket a mettere le cose in chiaro. La solidarietà italiana esce vincitrice dal derby e con essa il successo di tanta fatica.



...e anche questo è Cantiere!


Stefano, Maria, Anna, Francesco, Michela, Letizia

lunedì 9 agosto 2010

GiordanItalia in Smakiya

Questo sa più di internal joke che non di vero e proprio post, ma almeno mi cautelo da eventuali brutti tiri che il simpatico gruppo gita giordano potrebbe giocarmi nei prossimi giorni (ricordate che potreste finire a mangiare riso e pollo da qui alla fine del cantiere...vedete un po' voi, carini, thanks).




(mi scuso per la scarsa qualità grafica ma provate voi a caricare fumetti in mezzo al deserto ad agosto con 40 gradi all'ombra!)

giovedì 5 agosto 2010

CdS Jordan 2010 -2 atto-

Finalmente primo giorno di scuola estiva!!
Nonostante i pronostici sfavorevoli di Snai e Better, stamattina ci siamo ritrovati la bellezza di 50 pischelletti rigorosamente abbigliati da prima comunione.
Facce incuriosite si chiedevano cosa avessimo in serbo per loro; grande la gioia sui loro faccini dopo aver scoperto che lezioni in arabo e inglese avrebbero lasciato spazio a balli e giochi insieme.
Il caldo e i pantaloni lunghi non hanno impedito loro di cimentarsi nelle attività manuali, di gioco e musicali preparate per loro. Non si sono lasciati intimidire e hanno iniziato subito, come fossimo loro fratelli, a interagire e a ridere di gusto della nostra difficoltà di pronuncia. Le ore sono volate e la voglia reciproca di rivedersi e continuare a conoscersi è tanta e ci carica per i giorni a venire!
troppe parole non servono, una è sufficiente a descrivere la grinta che abbiamo dentro: Yallah!!


...e anche questo è cantiere!

mercoledì 4 agosto 2010

GiordanItalia in trasferta

Vi ricordate quando dicevo che avevo un buon motivo per sospendere la pubblicazione di GiordanItalia?
Ecco, quello qui sotto è il motivo (cioè, la prima e l'ultima tavola).







Promettoprometto che mi rimetto a lavorare a GiordanItalia.
Promettoprometto.
Promettoprometto che scriverò anche del workshop al campo di Shatila, a Beirut.
Promettoprometto.

Ringrazio tutti per l'aiuto.
Che poi tutti sono:
Davide che mi ha so(u)pportato per tutto questo tempo (e che si è sparato l'ultima settimana di delirio organizzativo pre-cantieri da solo mentre io facevo disegnini coi miei nuovi amici al mare)
Maria Terni e le sue foto gamboggiane
Paolo che ha letto tutto più e più volte
e Mara, che anche se non compare nel fumetto, ha vinto il premio 'foto da turista italiano'

martedì 3 agosto 2010

CdS Jordan 2010, -1 atto-

Tutto ebbe inizio con uno Yallah!!!! Yallah sto c.... Alitalia sciocchina, stupidina e un poco birichina, dove sono finite le nostre valigie?? Siamo rimasti solo con i nostri cari bagagli AMMANi!
E per ben 2 giorni a 40 gradi all'ombra (se la trovi) con nessun cambio.......................... e meno male che questi sei poveri volontari sfigati sono puliti dentro, perche' fuori NO COMMENT!!-.-'
Booom! Ecco che salta la nostra gita ad Aqaba!!
Ma mettiamoci una PETRA sopra; rivivere le avventure di Indiana Jones, ballare Lady Gaga e dormire con i beduini sotto il cielo stellato del deserto del Wadi Rum, scannarsela con le Jeep tra le dune per ammirare l'alba, andare di casa in casa mangiando senza poter rifiutare uva abbinata a fichi, acqua non potabile, the' locale, caffe' decisamente arabo.....NON HA PREZZO!
E il vero cantiere inizia ora from Smakya, alla prossima!!!


......e anche questo e' cantiere!........
I cantieristi

mercoledì 30 giugno 2010

come quella striscina di sporco che non riesci mai a tirare su

(foto di Davide Gnes, bicchiere e tavolo sporco del ristorante yemenita, gomito mio)

c'è una cosa che resta sempre, malgrado tutto passi, anche il tempo

la polvere

quando sono tornata a milano, a casa mia, c'era polvere
quando sono tornata ad amman, a casa mia, c'era polvere

ho spostato cose a milano, e sotto alle cose c'era il loro segno, la loro ombra di pulito tra la polvere
ho spostato cose ad amman, e sotto alle cose c'era il loro segno, la loro ombra di pulito tra la polvere

è come sabbia di clessidra che mentre si deposita, capisci cosa è il tempo che passa

è come quella striscina di sporco che non riesci mai a tirare su quando passi la scopa


martedì 15 giugno 2010

Storie di ordinaria follia (calcistica)

Sabato 12 giugno. Un mio collega giordano entra in ufficio con un foglio stampato formato lenzuolo.

- Vedrai che ci tornerà utile per le prossime settimane. Attaccalo in bella vista.

Comincio a leggere. Sabato 12, ore 14.30 Argentina-Nigeria. Ore 17.30, Corea del Sud- Grecia. Ore 21.30, Inghilterra-Stati Uniti. Domenica 13, ore 14.30 Algeria-Slovenia.. C’è pure l’aggiustamento all’ora locale.

Continuo a non capire.

- Vedi, giovedì scorso abbiamo chiamato una parrocchia per organizzare un incontro per oggi, ma non c’è stato verso. Ci son troppi tifosi dell’Argentina. Idem per mercoledì, abbiamo dovuto rimandare la riunione perché i comitati non si vogliono perdere la partita della Spagna.
- ?
- In una parrocchia di Zarqa hanno allestito un mega schermo per poter vedere le partite. Per l’Italia stai sicuro che ci sarà un bel po’ di gente.
***

Pomeriggio dello stesso giorno. Rainbow Street, Jabal Amman. Questa via, coi suoi cafè e coi suoi locali sfavillanti è uno dei luoghi della movida ammanita. Tornando dall’ufficio mi fermo in un fast-food per prendere uno shawarma (una specie di piadina con kebab di pollo). Lo schermo è sintonizzato su Argentina-Nigeria. Esco col mio panino e mi accorgo che TUTTI i bar e i café che mi circondano sono sintonizzati sulla partita, con volumi in alcuni casi davvero imbarazzanti. Mi mancano i video delle discinte cantanti libanesi che parlano di amore eterno e di buoni sentimenti.

Passo oltre i ragazzini che vendono i gagliardetti delle squadre (ma avranno anche quello della Corea del Nord? Ammetto che non mi fermo a controllare..), ma non posso fare a meno di constatare che i Suv che tentano di schiacciarmi i piedi tifano chiaramente Brasile - le bandierine che escono dai finestrini non mentono.

E’ tutto molto folcloristico. Almeno fino a quando non mi imbatto in due giordani con la parrucca, la maglia dell’Argentina e la faccia pitturata con strisce bianco-azzurre-blu. Questo è già più inquietante.

La partita volge al termine. Non sono ancora a casa quando degli improbabili caroselli stanno già festeggiando la vittoria di Maradona e soci in giro per la città.
***

Domenica 13 giugno. Entro in una cartoleria per cercare del materiale di cancelleria. Il commesso è letteralmente sdraiato sulla sua sedia girevole, non mi guarda nemmeno. Una gracchiante telecronaca in arabo sta catturando tutta la sua attenzione. Serbia – Ghana.

- Ancora 0-0?
- Già, non è una gran partita.
- Ma per quale tieni delle due?
- No per nessuna, io son per il Brasile.

Faccio per incamminarmi verso casa, ma ho dimenticato di prendere la frutta. Dal baracchino del fruttivendolo, non più grande di 4m per 4, mi arriva di nuovo la familiare voce del telecronista di Al-jazeera Sport. Sto scegliendo delle fragole quando tutto si ferma. Rigore per il Ghana. Ragazzini del quartiere, anziani sheykh che non capiscono che sta succedendo, signore coi bambini che sono lì per comprare pomodori e mulukhye si ammassano a portata di televisore. Quasi mi emoziono quando l’attaccante ghanese la butta dentro, anche se mi sorge il dubbio che gli altri spettatori non stravedano per gli africani.
***

Oggi, martedì 15 giugno. Questa mattina vado in prigione a visitare un detenuto. Le guardie fanno i loro controlli di rito e mi chiedono documenti.
- Francese?
- No, italiano.
- Ma che è successo ieri?

Per un attimo mi si gela il sangue. Oddio, cosa abbiamo combinato ieri? Ma è solo un attimo e gli rispondo.

- Guarda, non me ne parlare. Anche a me girano le scatole per questo pareggio!

Succede in Giordania

Man sentenced to 10-year prison term for murdering his sister
By Rana Husseini - Jordan Times

AMMAN - The Criminal Court on Monday sentenced a 25-year-old Jordan Valley resident to 10 years in prison for murdering his unmarried sister in July 2009.
The court first handed the defendant, a company employee, the death penalty for the premeditated murder of his 26-year-old pregnant sister on July 9.
But the tribunal immediately decided to reduce the sentence to 10 years in prison because the victim’s father dropped charges against his son.
The court also acquitted a 37-year-old taxi driver, H.M., who was standing trial on charges of raping the victim, for lack of evidence. Leggi tutto...


www.jordantimes.com

lunedì 14 giugno 2010

GiordanItalia_quasi

Beh, c'è una ragione per tutto. Anche per la pausa di GiordanItalia...
Ora che è ufficiale ve lo posso dire: io (e assieme a me Davide, la MariaTN e Paolo che già conoscete e un po' di altra gente che mi ha sopportato/supportato) ho vinto!!!!!!!!!!!!!!
Cosa?
Questa cosa qui.

Beh, mi perdonerete, spero...
(per il momento non posso pubblicare sul blog il fumetto, ma appena si torna a settembre vi faccio vedere tutto)

YEAH!

giovedì 3 giugno 2010

della relatività, dell'immigrazione, dell'emigrazione, del turismo e del calcio


Farah (di cui foto sopra) si è sposato all'inizio di maggio.
Viaggio di nozze in Italia. Roma-Milano-Venezia-Roma. Milano solo per vedere la partita (Inter-Juventus, dicono i bene informati).

Come ritrovarsi in piazza Axum alle dieci di sera, senza sapere come fare a tornare in albergo, senza conoscere la lingua del paese, senza trovare un taxi e senza capire bene cosa siano quei grossi cosi arancioni sui binari.

"Yallah, ya zalame, yallah!!!!"

Come diventare i primi turisti giordani salvati da un immigrato egiziano che urla al telefono in arabo in mezzo alla periferia milanese.

Comunque bello San Siro, mica ci sono degli stadi così, in Giordania.
Il Duomo? ah, quello era il Duomo? Cioè, quella è una chiesa?

giovedì 27 maggio 2010

Il sole a strisce. 5

Febbraio. Quando incontro per la prima volta *** rimango basito. Quanti anni deve avere..settanta? Il corpo incurvato, il viso rugoso e un paio di occhialetti tondi danno a questo sudamericano un’aria quasi buffa. Non posso fare a meno di provare subito tenerezza e simpatia per lui. In Italia un signore del genere riesco ad immaginarmelo alla bocciofila, a giocare a carte davanti a un bicchiere di vino rosso.
Se non fosse che ci troviamo in un carcere giordano. E che lui, sudamericano, è dentro per droga e si trova a oltre 10mila chilometri di distanza dal suo Paese. Un solo viaggio, ma gli hanno trovato addosso parecchi chili di cocaina.
Gli mancano i vestiti, la maglietta che ha su gliel’ha data il sacerdote che lo visita da un po’ di tempo. Non ha abbastanza soldi per comprarsi le cose all’interno della prigione (la lametta da barba o le sigarette). Non parla una parola di arabo, e non riesce nemmeno a comunicare col medico del carcere per raccontargli dei suoi problemi di salute. L’unico che gli da’ una mano è un ragazzo peruviano di 19 anni, anch’egli dentro per droga, che gli fa da traduttore.
Ha lasciato sette figlie in Bolivia, l’ha fatto per loro. Tutte ragazze, mi dice orgoglioso, e che hanno bisogno di lui. Ora mi chiede di aiutarlo, di aiutarle, mi strattona la giacca e mi chiede di aiutarlo. Mi prende molta pena per lui. E’ qua solo da cinque mesi, e se davvero sarà condannato per droga non uscirà di prigione prima di 10-15 anni. Gli dico che ne parlerò con i miei colleghi, che cercheremo di aiutarlo. Che faremo il possibile. Ma cosa faremo esattamente? Non ne ho idea.

- ***** -
Maggio. In questi mesi sono tornato più volte a trovare ***. E’ sempre lì. Gli abbiamo portato dei vestiti, delle carte telefoniche, dei soldi per comprarsi le sigarette. Abbiamo cercato di trovargli una tutela legale ma non ci siamo ancora riusciti. Quando mi vede si illumina, e mi rendo conto che per lui questi quindici minuti sono importanti. Passa due, tre, anche quattro settimane ad aspettare il mio ritorno. Saluti, sorrisi, conversazioni tra due (quasi) perfetti sconosciuti. 15 minuti.

sabato 15 maggio 2010

62 anni

Oggi sono 62 anni. Il 15 maggio del 1948 gli eserciti di Egitto, Siria, Libano e Transgiordania entrano in Palestina invadendo il neo-proclamato Stato di Israele, dando il via a una guerra regionale che risulterà nella sconfitta delle forze arabe, nell’espansione del territorio di Israele e nella fine di ogni proposta di spartizione fatta dalle Nazioni Unite.

Oggi i Palestinesi e tutto il mondo arabo ricordano l’inizio della
Nakba, la catastrofe - Il giorno in cui i più di 700mila persone sono diventate improvvisamente una nazione di rifugiati.

Parlare di Palestina in Giordania significa parlare di oltre il
60 percento* della popolazione del regno, una testimonianza vivente di quello che hanno significato gli eventi del ’48 e dei decenni successivi. Ma ora i Palestinesi sono stanchi, rassegnati, hanno paura per il loro futuro. Dopo 62 anni di sofferenze, umiliazioni e rabbia la speranza se n’è quasi completamente andata.





Fayrouz

Sanarji'u (We shall return)


We shall return to our village one day
and drown in the warmth of hope
we shall return
though time passes by
and distances grow between us.

O heart don't drop wearied
on the path of our return
how it wounds our pride
that birds tomorrow will return
while we are still here.

There are hills
sleeping and waking on our pledge
and people who love
their days comprised of waiting
and nostalgic songs
places where willows fill the eye
Bending over the water
while afternoons in their shade
drink in the perfume of peace.

We shall return
the nightingale told me
when we met on a hill
that nightingales still
live there on our dreams
and that among the yearning hills
and people there is a place for us
0 heart then
how long has the wind scattered us.
Come, we shall return
let us return.
* Questo dato comprende anche seconde e terze generazioni di palestinesi ma si tratta di una proporzione di massima non esistendo, com'è ovvio, statistiche precise a riguardo.

giovedì 13 maggio 2010

delle (in)finite possibilità


marta: buonasera. al Lweibdeh, per favore (in lingua locale)
tassita locale: se Dio vuole (in lingua locale)
(marta: beh, sì...)
tassista locale: americana? (in lingua locale)
marta: no, italiana (in lingua locale)
tassista locale: parli bene arabo (in lingua locale)
(marta: capirai...tre parole e dette pure male...)
tassista locale: ah, italiana...bissa? (in lingua locale)
marta: eh?
tassista locale: bissa, bissa (in ligua locale, con un convulso mimo di qualcosa che punta verso l'infinito in diagonale)
marta: visa?
tassista locale: bissa, bissa (in lingua locale, senza mimo 'sta volta)
marta: ah, pisa?!
tassista locale: sì, bissa (in lingua locale)
marta: no, milano, più a nord (in lingua locale)
tassista locale: ah...(in lingua locale, con del malcelato disappunto)
marta: eh, già...(in italiano)
tassista locale: bissa è bella (in lingua locale)
(marta: eh, già...)
tassista locale: vivi qui? (in lingua locale)
marta: sì (in lingua locale)
tassista locale: sei sposata o studi? (in lingua locale)
marta: basta? cioè, solo 'sei sposata o studi'? (in lingua locale)
tassista locale: sì, sei sposata o studi?
(marta: se proprio devo scegliere...)
marta: studio (in lingua locale)

marta: qui va bene. grazie e arrivederci (in lingua locale)
tassista locale: arrivederci (in lingua locale)

ovvero: non si finisce mai di imparare.