Visualizzazione post con etichetta Palermo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Palermo. Mostra tutti i post

martedì 12 ottobre 2010

Scatta il cantiere, categoria Act

La categoria "Act" era stata descritta come "le attività del Cantiere, cantieristi in azione, un momento del loro servizio".

Prima classificata


Pirati spensierati, di Francesca De Francesco (Moldova)

Seconda classificata


Impossible is nothing, di Francesco Minoia (Giordania)

Terza classificata


Birra e salsicce, di Giuditta Personeni (Palermo)

lunedì 11 ottobre 2010

Scatta il cantiere, categoria Zero Poverty

Postiamo le foto (in versione ridotta) vincitrici della quarta edizione del concorso fotografico aperto ai partecipanti dell'edizione 2010 dei Cantieri della Solidarietà.

Questo il podio della categoria "Zero Poverty" (foto che ben rappresentano il contesto in cui i cantieristi si sono trovati).

Prima classificata


Tetti, di Matilde Saletta (Perù)

Seconda classificata


Balconi, di Giuditta Personeni (Palermo)

Terza classificata


kids in black, di Anna Perego (Thailandia)

venerdì 6 agosto 2010

Gite!


Un post dedicato al servizio ci sembra più che sufficiente. Torniamo a parlare di cose serie: le uscite/gite/visite d'istruzione! Per adesso siamo stati a Monreale e a Cefalù, abbiamo visto quasi tutte le chiese e i palazzi più belli di Palermo, e ci siamo spostati attraversando mille viette più o meno grandi e più o meno belle e "vive" (un risvolto positivo dell'andare a piedi da "casa" ai servizi, oltre al fatto che ci avviciniamo sempre più a una linea fisica da copertina di Vogue).




Mondello (=mare) ormai per noi non ha più segreti, potremmo tranquillamente parlarvi della storia e dell'architettura di quasi tutte le più importanti chiese e palazzi di Palermo,




mostrarvi dove trovare i negozi per lo shopping più sfrenato (anche se da H&M abbiamo trovato le stesse cose che vendono a Milano, e un po' ci siamo rimasti...), indicarvi le migliori enoteche cittadine e dove poter acquistare i migliori gelati e cannoli siciliani, accompagnarvi a fare la spesa a Ballarò, presentandovi le bancarelle più convenienti (o che hanno la merce migliore) o quelle con la merce più originale.




Ma anche: farvi fare da pubblico alle corse clandestine (anche se di per sè sono più pubbliche che clandestine...) di cavalli,


portarvi a fare acquisti nella libreria dentro le mura, accompagnarvi a vedere le catacombe (con corpi perfettamente conservati) presso i Cappuccini, oltre che, ovviamente, fare un tour presso i centri dove facciamo servizio.


Breve guida per intendersi a Palermo

Le regole sono poche, chiare e indispensabili per poter sopravvivere nella città siciliana senza incidenti diplomatici/politici/culturali, anche perchè di soldi per pagare un avvocato ce ne vogliono parecchi...

1) Non è detto che l'italiano sia la lingua madre di tutti.

2) Non è detto che tutti parlino e capiscano l'italiano, pur essendo italiani.

3) Non avere parenti/amici/colleghi del Sud a volte può mettere in difficoltà il visitatore estero (cioè che proviene da Roma in su). Non preoccupatevi: nei paraggi c'è sempre qualcuno che può aiutarvi a capire quello che vi stanno dicendo. In un raro caso contrario, fate in modo di avere sempre con voi un dizionario italiano - siciliano e siciliano - italiano.

4) Alcune lettere devono essere obbligatoriamente raddoppiate: così Fabio risulta impronunciabile, e viene sostituito da Fabbio, autobus da autobbus, Roberto da Robberto e così via. In momenti critici, di rabbia o di estrema gioia, le lettere possono anche essere triplicate o addirittura quadruplicate (Fabbbbio, per esempio).

5) L'accento piace: per esempio, Giuditta diventa Giudì, e più spesso Giudìììì.

6) Se uno urla, non ce l'ha né con voi né con quello che è dietro di voi, ha solo un tono di voce che è, fin dalla nascita, alto. Così capita che la riservatezza, specie durante liti di coppia, non sia la priorità.

7) Anche la musica proveniente dall'interno delle auto ad un volume altissimo, per cui il pavè (ma come si scrive?!?) sotto di voi si muove a ritmo, è un modo di comunicare. Sono sempre mezzi di comunicazione: fischi, colpi di clacson, versi vari ed eventuali di origine animale, l'abbaiare dei cani (alcuni sono addestrati in maniera sorprendente).

8) I gesti sono parte integrante e immancabile della sfera comunicativa. La mancanza di questi è un chiaro sintomo di malattia.

9) Chi parla in dialetto e con un tono di voce più alto vince.

10) Chi capisce il 30% del dialetto palermitano può iniziare ad avviare le pratiche per richiedere la cittadinanza onoraria. Se la percentuale sale al 50%, le chiavi della città non ve le toglie nessuno.

Frasi del giorno:

"Lo faccia l'esposto, tanto siamo già tutti spostati!", detta da un ferroviere a una signora che minacciava di denunciare il disservizio, causato dal sovraffollamento del treno (ore di ritardo: una e mezza).

"Questo è sequestro di persona! Io sono un ufficiale giudiziario!" detta da un passeggero del sopracitato treno, quando il ferroviere ha annunciato che le porte sarebbero rimaste chiuse mentre aspettavamo un altro treno con più carrozze (su cui saremmo dovuti salire), per una semplice questione di aria condizionata.

"Brutto! Brutto! Brutto!", uniche parole dette da un ragazzo disabile a Luca, colpevole di avere la barba lunga.

lunedì 2 agosto 2010

Bravi i cantieristi palermitani, ma cosa fanno?

Qualcuno si starà giustamente chiedendo se i cantieristi palermitani mangino e basta. La risposta è ovviamente negativa! Dormiamo anche un sacco (almeno, io. Alle 22.30 inizia a venirmi un sonno che non è facile contrastare nemmeno con un mix di caffè e RedBull, e non mi sembra il caso di provare qualche sostanza chimica, per cui mi arrendo e augurando una buona notte a tutti mi eclisso nel mio letto), andiamo al mare (Mondello), guardiamo le navi partire dal porto, visitiamo chiese e palazzi, festeggiamo i compleanni (il 30 c'è stato quello della nostra "collega" Monia: auguri!) e un sacco di altre cose carine e divertenti. E facciamo anche servizio, se no che cantiere sarebbe?!?


Ci siamo divisi in tre gruppetti (da tre persone l'uno, io faccio da jolly, vado dove c'è bisogno) che, a turno, danno una mano nelle diverse realtà dove prestiamo servizio: la mensa Caritas presso il Centro Santa Rosalia, la ludoteca Giardino di Madre Teresa e il Centro diurno per disabili Centro Anch'Io. Le attività sono varie e eventuali, dettate dalle necessità della giornata.


Mensa: cosa si farà mai in una mensa?!? Si prepara da mangiare! Guardate qui sotto che cuochi provetti:


Giulia, Alessia e Luca stanno preparando delle belle bistecche (peso medio: 400 grammi l'una), da noi affettuosamente soprannominate "lenzuolini" date le dimensioni, con un'impanatura composta da immancabile olio, limone, origano e pane grattato (giusto per la cronaca, il menù prevedeva anche un primo di pasta con le patate, seguito dalle sopracitate bistecche su un piatto di insalata e, per finire, una bella fetta di anguria fresca). Oltre a collaborare nella preparazione dei pasti, si serve ai tavoli i circa cinquanta ospiti della mensa e si puliscono i locali adibiti a sala da pranzo. E, se avanza tempo, si sistemano le quintalate di camicie e magliette che la Guardia di Finanza ha sequestrato e che sono destinate ai carcerati: vanno divise a seconda della taglia.

Giardino di Madre Teresa: molto semplicemente, qui si fanno giocare i bambini. Quasi tutti neri come il carbone (i pochi bianchi che ci sono sono soprattutto dell'est Europa), con un'età che va dai 10/12 mesi ai 6 anni, e forse anche qualcosa di più, stanno al Giardino tutto il giorno, perché i genitori devono lavorare. E quindi si finisce con lo spingere automobiline, moto di Polizia, Barbie, da corsa e da cross per mezza mattinata, con i bimbi felicissimi e la tua schiena un po' (tanto) meno. O a sedare risse nate dal desiderio di un servizio di stoviglie completo

o per il pagamento dell'affitto,

ma anche a far camminare un neo-bipede, per la gioia infinita della madre e di tutti gli operatori della ludoteca.


Anche il gestire i turni di salita/discesa dallo scivolo richiede un certo sforzo, soprattutto quando non è ancora chiaro che lo scivolo si chiama cosi proprio perché, grazie alla forza di gravità, serve per andare dall'alto verso il basso, e non viceversa...


Centro Anch'Io: l'ingrediente principale di questo servizio è la fantasia. Ogni giorno vengono svolte con i disabili (di tutte le età e con handicap diversissimi) attività diverse: realizzazione di magliette,




musicoterapia, gite al mare e ai parchi, giretti per la città. E l'immancabile sostegno nella fase della merenda, che viene poi distribuita anche a noi volontari per premiarci di tutti i nostri sforzi.


Dopo una settimana di Cantiere, il bilancio è più che positivo, su tutti i fronti: dei servizi, del rapporto tra noi, con gli altri operatori e i volontari delle strutture, del cibo, dell'abbronzatura...


Frasi del giorno:


"Ma quanto lavorate voi milanesi!", detta da un ospite della mensa ai cantieristi che sistemavano le camicie da due ore (come siamo bravi!).


"E' ufficiale: c'è un fantasma nella nostra camera", detta da Luca e Fabio,
cantieristi, che dicono che qualcuno usi il loro gabinetto (!?!) e che riempia il secchio del mocio di notte, facendoglielo trovare bello traboccante la mattina dopo.


"Poco gelato, grazie", detta da Giulia, inutilmente: le hanno dato un panino dolce con dentro almeno 100 grammi di gelato (ma senza scherzare).


Giuditta

giovedì 29 luglio 2010

Nutrirsi a Palermo

Avete presente la canzone di Jovanotti che fa "...ti vedo scritta su tutti i muri, ogni canzone mi parla di teeeeeee, e questa notte questa città mi sembra bellissimaaaaaaa..."?!? Ecco, noi l'abbiamo riscritta solo per voi, lettori del Blog MicaSCEmi 2010! Eccola: "...ci sono scritte su tutti i muri (seconda voce: e non solo), ogni parete mi parla di teeeeeee (seconda voce: e non solo), e questa notte questa città mi sembra bellissimaaaaaaaa". Per farci capire, un po' di foto che spiegano come mai ci siamo permessi di toccare il testo del Lorenzo (foto in allegato):




Breve guida per nutrirsi a Palermo

Le regole sono poche, chiare e indispensabili per poter sopravvivere nella città siciliana senza incidenti gastro-intestinali (che poi ci vanno quasi sempre di mezzo anche altre cose e/o persone, e non è mai carino):

1) Prima di partire per Palermo, esercitatevi: andate a trovare amici e parenti del Sud, noti per le dosi non proprio da fame, fate gare con gli amici su chi mangia più pizza in un solo pasto, vedete fino a dove potete spingervi prima che il diabete si impossessi di voi mangiando zucchero, dolci, torte e tutto ciò che trovare in casa (e fuori) di calorico.

2) Nella valigia mettete anche vestiti di un paio di taglie in più della vostra: risulteranno indispensabili (a meno che segretamente non abbiate sempre apprezzato la cultura nudista).

3) Appena sbarcati, come prima cosa, dite di essere a dieta, anche se rasentate il sottopeso.

4) Piccolo vocabolario:
melone = anguria
cocomero = anguria
melone giallo = melone "classico"
un filo d'olio = una tolla
d'olio di almeno 5 litri è stata utilizzata per la cottura del piatto in questione
un condimento leggero per la pasta = l'ingrediente principale è l'olio, seguito a ruota da pesce o carne, pomodorini e spezie gelato piccolo = 2 mega palettate di gelato inserite in una specie di brioches buonissima, per un totale di un mezzo kilo scarso
gelato grande = ti vengono date direttamente due vaschette di gelato, ovviamente a tua scelta
un cucchiaino di zucchero = un cucchiaio da minestra
una porzione di pasta = 2 etti di pasta, escluso il condimento e il formaggio.

5) Le parole più sbagliate che si possano dire sono "Che buono!": non vi alzerete più da tavola.

6) Se un piatto vi viene presentato con un termine dialettale, non ostinatevi a chiedere la traduzione in italiano: non esiste.

7) Il fatto di aver già pranzato/cenato non preclude dall'essere invitati (e dal non poter rispondere negativamente) a un altro pranzo/cena.

8) Il condimento della pasta pesa tanto quanto la pasta stessa.

9) Fingete di aver già assaggiato un sacco di cose: non vi troverete nel piatto "assaggini" che in realtà sono pasti completi.

10) Dopo tre giorni a Palermo, è assolutamente lecito dire di essere fortemente allergici a qualsiasi alimento/condimento.
Frasi del giorno:

"Papi!", detta da una bimba nera di un paio di anni a Luca, cantierista;

"Dove hai comprato la patente? Al conservatorio?", detto palermitano;

"Non siamo agli autoscontri!", detta da un automobilista contro un ragazzo su un motorino che ci stava venendo addosso.
Giuditta

mercoledì 28 luglio 2010

A Palermo

Lo sapevamo che una delle punte di diamante di Palermo è il cibo, ma non ci aspettavamo di appurare questa cosa solo un paio di ore dopo essere sbarcati (in anticipo, tra l'altro, nonostante il solito furbone che non si è presentato al momento dell'imbarco). Accolti in (quasi) pompa magna nella struttura Stella Maris, che si trova dentro il porto (abbiamo i pass per poter entrare e uscire dai cancelli!), la tavolata imbandita per noi offre caponata, carne con cipolle, pane al sesamo cotto in un forno a legna (riutilizzabile per le bruschette), gelato (per l'esattezza, 5 kg di gelato alla cassata con un paio di centimetri buoni di frutta candita) e, ovviamente, fette e fette di anguria. Unica "pecca", le dosi: se saranno sempre cosi, saremo costretti a avanzare un sacco di roba e a ingrassare a dismisura. Il giro serale per la città, con visita (dall'esterno) alle strutture, ci fa scoprire come Palermo sia piena di movida e di feste di/per ogni possibile Madonna , con carri di tutti i tipi, bancarelle dalle 6000 calorie al centimetro quadro, canti e balli tradizionali e gli immancabili fuochi d'artificio, che per una decina di minuti illuminano il cielo ogni volta che una Madonna, dopo la processione, rientra in Chiesa. Apparentemente la sobrietà nella devozione non è tanto di casa da queste parti.

Oggi, dopo un paio di giorni di permanenza siciliana, ci sentiamo di poter offrirvi una guida molto utile nel caso doveste fare un salto a Palermo, magari per i Cantieri dell'anno prossimo!

Breve guida per muoversi a Palermo

Le regole sono poche, chiare e indispensabili per poter sopravvivere nella città siciliana senza incidenti (a cose e persone):

1) I pedali sono quattro: frizione, freno, acceleratore e clacson. Di questi quattro, l'ultimo è il fondamentale; senza di esso si garantisce la distruzione della propria auto in meno di 48 ore dall'inizio dell'utilizzo della stessa.

2) Il clacson può essere utilizzato in qualsiasi momento per qualsiasi motivo. Nessuno può negare e/o contraddire questa regola.

3) Il pedone è semplicemente uno che dà fastidio. Non ha nessun diritto, solo il dovere di fare in modo che la sua presenza non interferisca col traffico e con il passaggio delle macchine (e non solo) in generale.

4) Il semaforo verde per i pedoni è un'alterazione visiva che colpisce solo i pedoni.

5) I semafori sono una semplice rappresentazione di alcuni dei colori che più piacciono agli automobilisti, hanno quindi il solo scopo di rendere più felici le persone nel traffico.

6) Una macchina senza graffi e botte non è degna di essere guidata.

7) I cavalli possono circolare senza problemi in qualsiasi zona della città, con due sole accortezze: devono intralciare il traffico e rendere profumate le strade.




8) Parcheggio: tutti i luoghi sono definibili "parcheggio", sia che siano marciapiedi, strade, aiuole, corsie preferenziali.

9) L'importante è comunque che il passaggio sia libero.

Frasi più significative di questi giorni:

"Vi abbiamo anche messo le cinture di sicurezza al pullmino!", detta con entusiasmo da Francesco, nostro autista part-time di fiducia.

"Wer arr yu frommmm?", detta dal barista guardando il nostro gruppo. E' proprio vero che l'Italia è un grande Paese.

Giuditta