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martedì 12 ottobre 2010

Scatta il cantiere, categoria Act

La categoria "Act" era stata descritta come "le attività del Cantiere, cantieristi in azione, un momento del loro servizio".

Prima classificata


Pirati spensierati, di Francesca De Francesco (Moldova)

Seconda classificata


Impossible is nothing, di Francesco Minoia (Giordania)

Terza classificata


Birra e salsicce, di Giuditta Personeni (Palermo)

mercoledì 22 settembre 2010

briciole di Moldova1

Milano, ormai da 10 giorni. L'influenza+tonsillite da rientro è passata. Ma non riesco a dormire, faccio ordine tra le foto. E quelle dei cantieri, raccolte tra i vari cantieristi italiani e moldavi, spiccano per la vividezza dei ricordi. E finalmente, come promesso un po' a tutti, eccone alcune, rigorosamente in ordine sparso, per il grande pubblico.







domenica 5 settembre 2010

Moldova 1 colpisce ancora

Eccomi qui, seduta davanti al computer. Sono passate 3 settimane dal ritorno in Italia ma i ricordi sono tanti e ancora forti!
Bine, bine…vorrei raccontarvi anch’io di questa tabara…sono tanti i ricordi che mi tornano alla mente…i canti, le risate, i giochi, i luuuuunghi momenti di preparazione delle attività, le avventure al bagno, le scenette, il mitico gruppo Moldova 1(MULTZU MULZU MULTZUMISCH davvero alle mie zuper puper compagne di avventura, Taty, Carol, Fra e ai nostri mamica e papico, Chiara e Ste)
La cosa che più mi ha colpito è l’entusiasmo dei bambini che abbiamo incontrato e la loro semplicità nello stupirsi di fronte alle piccole cose.
Non mi stanco di sorridere quando ripenso a un’attività che abbiamo realizzato con i bimbi di Razalai…abbiamo costruito una semplicissima cerbottana, come quella che usano gli indiani amici di Peter Pan, con delle cannucce e della carta crespa colorata… bè, 43 bambini (maschi!!!) sono rimasti contentissimi di questo gioco! (vedi le palline che volavano dappertutto!!!)
Il sorriso, lo sguardo, l’entusiasmo e lo stupore di questi bambini mi hanno dato la forza e l’energia per mettermi in gioco al 100%! Non avrei mai immaginato di cantare “Uana-gana-sì” davanti a 100 bambini, o di diventare un pitic di Alba-ca Zapada!
Non credo che quei bimbi siano speciali: mangiano, dormono, giocano…ma c‘è qualcosa…forse nei loro sorrisi, nel loro sguardo, nel modo in cui stanno ad ascoltarti, nella voglia di cantare e ricantare le bans (ogni tanto dal villaggio si sentivano delle voci…”una sardina…”), nell’allegria e nell’impegno che ci mettono nei giochi, nel modo in cui ti salutano…tanti piccoli gesti che mi hanno fatto capire la loro voglia di vivere e di essere amati…avare qualcuno che gioca con loro, che gli dona un po’ di tempo, un pallone (anche se rotto e aggiustato con lo scotch!), un bicchiere di apua, porta loro una grande felicità…e spesso noi italiani non ce ne rendiamo conto!
Ok, forse vi ho annoiato…non sono brava a raccontare, ma volevo condividere con voi questi pensieri e dirvi cosa è stato per me questa tabara!
Eeee …unu, doi, trei, patru, cinci, sase….PAAAAAAAAA!!!!
Ele

sabato 21 agosto 2010

andata e ritorno

Sabato 21 Agosto.
E' già passata una settimana dal ritorno a casa.
...che razza di velocità sembra aver preso il tempo dal 1 agosto, giorno della nostra partenza?!
15 giorni forse non sono tanti, ma non sono neanche pochi...alla fine è la metà di un mese, a Milano me ne accorgo del tempo che passa, in Moldova è stato un po' diverso; da una parte arrivata a venerdì sera sentivo addosso il peso di due settimane mai fermi, sempre sotto il sole, sempre con mille cose (anche se bellissime mille restano!) da fare... dall'altra la familiarità che ormai avevo con la gente, con il posto, con i modi di fare... lo stare bene insomma, che ti fa chiedere se hai davvero già voglia di tornare.
Domenica 16 all'aereoporto di Chisnau mentre partivamo (e pensavo che Alina e Costel insieme a Mara stavano guardando dalla terrazza l'aereo partire) ho "salutato" la Moldova in mezzo a queste due sensazioni contrastanti: da una parte la consapevolezza che era il momento di tornare, dall'altra l'impressione che il tempo fosse volato: se ci penso ho ancora il ricordo delle stelle di Coscalia la prima sera che siamo arrivati ed era già tutto buio. Quella sera avevo addosso una grande curiosita' e anche un po' di ansia. Quando siamo arrivati a Stefan Voda invece ero piu' tranquilla: seconda settimana di campo, gruppo di italiani e volontari che venivano con noi abbastanza affiatato, di certo realta' diversa da quellla che lasciavamo ma insomma...eravamo già in ballo. Di nuovo sabato mattina lsciando Stefan Voda le sensazioni erano diverse rispetto alla settimana prima; non si trattava di un passaggio ma della fine, del ritorno a casa.
Casa, Milano, Italia...chilometri e chilometri di spazio materiale e...anche un po' mentale da fare al contrario.
Da quando sono tornata mi hanno chiesto in molti di raccontare di questa esperienza. Certo ne sono contenta, ogni volta però quando certo di fare un riassunto che abbia un minimo di logica sento da sola che mi sto incasinando, che sto dimenticando qualcosa, che non lo sto spiegando come vorrei... sarà anche un problema mio ma per me raccontare è sempre la parte più difficile anche se sono la prima ad averne voglia, e infatti ci provo... ma magari mi viene da dare importanza a un dettaglio, o a una persona, a una situazione precisa, a una frase che mi è rimasta in mente...che effettivamente per chi non c'era non vuol dire molto.
Pazienza.
Alla fine, ne parlavo con un mio amico una di queste sere, è ovvio che non puoi far rivivere un'esperienza a qualcuno che non c'era: nemmeno il più esauriente dei racconti prenderà mai dentro tutto. E allora qual'è il punto? Forse il punto è che per raccontare qualcosa che hai vissuto e che ha lasciato dentro di te dei segni forti... non c'è bisogno di raccontare poi chissà cosa.
Qualche tempo fa ho letto la frase "le parole volano, gli esempi trascinano". Ecco il meccanismo è un po' lo stesso credo: i racconti sono belli, interessanti, divertenti, ma non devono diventare "tutto", anche perchè... alla fine cosa resta? Restiamo noi, e se le cose che facciamo non ci lasciano qualcosa vale davvero la pena di farle?
Una delle cose che mi è piaciuta di più in Moldova (spero di riuscire a spiegarmi bene perchè non mi viene semplice) è stato il fatto che un sacco di volte ho trovato in quello che facevo dei rimandi, delle provocazioni rispetto a quello che vivo tutti i giorni; non lo so magari un modo di fare, una situazione in cui ci trovavamo, una difficoltà, una cosa estremamente bella... ero lontanissima dalla mia vita quotidiana, per certi versi si può davvero dire che eravamo "in un altro mondo" eppure...molto spesso mi sono trovata a pensare senza farlo apposta a cosa centrava quello che stavo facendo con quello che vivo a casa, con le persone con cui ho a che fare, insomma mi è venuto in mente quello che mi ero lasciata indietro e che mi aspettava. Questi "flashback" non mi sono dispiaciuti, anzi.
Perchè alla fine la nostra vita è in Italia non in Moldova, e se queste due settimane fossero rimaste l'esperienza bella ma isolata, insomma la cosa "strana" dell'estate 2010 allora non lo so quanto mi sarebbero davvero servite, non so quanto sarebbe servito il fatto di andare e poi tornare.
Anche per questo ho aspettato prima di riscrivere su questo blog anche se se avevo voglia; l'ultima volta che l'ho fatto ero ancora al campo di Coscalia, come si suol dire "c'eravamo dentro in pieno"...questa settimana milanese l'ho presa un po' per ripensare a quello che abbiamo fatto, alle persone, ai compagni di viaggio, alle sensazioni provate e le idee maturate sotto un'altra luce, quella appunto del "cosa mi porto a casa".
Credo sia un casino ancora maggiore rispetto al raccontare cosa si è fatto tentare di spiegare a voce una roba del genere...ma non c'era mica una canzone che diceva qualcosa come "parlate con la vita e non con le parole" ?!
Il punto di questo post, e di quello che spero di aver portato a casa dalla Moldova,oltre che due settimane assolutamente belle e intense, forse può stare in queste parole. Anzi, speriamo ci stia.

La revedere

Francesca
(moldova 2)

mercoledì 18 agosto 2010

Moldova 1 - parte...ho perso il conto

16 Agosto 2010
E rieccoci, a scrivere da un’altra realtà, così vicina nei pensieri seppur kilometri e kilometri distante..
Non ho avuto modo e tempo di riambientarmi alla vita italianiska che ho dovuto rifare la valigia per la mattina successiva: 12 ore di macchina, direzione gli sperduti monti silani.
E’ da qui che scrivo ora, dopo una strenua ricerca di una zona in cui questa chiavetta internet riuscisse a connettermi al mondo esterno..
Ieri sera ci sono stati qui in paese i fuochi d’artificio, ma non riuscivo a non guardare il cielo e a non paragonarlo a quello di Razalei, così straordinariamente ricco di luci (aiuto importante nelle notturne tappe al “bagno”).

Ebbene si, la Moldova mancherà anche a me, anche se la prima settimana la sottoscritta cuoca provetta non ha potuto cucinare “pasta fredda” causa acqua al gusto di zolfo, e se ci facevano compagnia topolini, ranocchiette e tante, tante mosche (bleah).. al punto che per tenerci svegli durante le riunioni che si protraevano fin dopo cena, il passatempo era divenuto quello dello “spiaccicala”. Ammetto che in questo sport sono stata battuta dal super Dima (e persino dalla moglie del Parinte!) e inoltre tremendamente derisa quando ho voluto sperimentare il nuovo metodo “acchiappala col bicchiere”, senza controllare questo fosse effettivamente vuoto..




Dar, dar..
ieu sunt forte bucurosa pentru che..
ho passato due splendide settimane, oltre che grazie ai moldavi (di cui ho già tessuto le lodi, almeno per il primo campo), soprattutto x merito del super gruppo di italianiski: con Carol, Fra ed Ele è nata un’intesa ed una complicità che mi stupiva ogni volta..
Carol, mia rivale in amore (in senso teatrale, naturalmente ;P.. “Oglinda, oglinsgiuara, cine cha mai frumuasa din zar??” ), nella quale ho poi riscontrato molti tratti a me comuni (corso di studi a parte), e con la quale abbiamo instaurato il panico con la finta litigata dell’ultima sera (non dite di no, che ci stavamo per credere anke noi e la stessa fra ci ha supplicato di scambiarci un bacio riconciliatore, muahahah).

Fra, l’artista del gruppo, capace di dispensare saggi consigli per tutti durante le valutazioni, insaziabile “bella donna”, simpatico pitic dai bianchi occhiali (in Moldova cosa più unica che rara), ma soprattutto convinta di poter farsi capire dai volontari moldavi esclusivamente ponendo pause di 10 minuti tra una parola e l’altra e aiutandosi con grandiosi gesti (se…….tu…..lanci….la…..palla….) XD
Ele(nuzza?), compagna di letto, di buco (del bagno), di Chanel mademoiselle all’aeroporto di Chisinau, di sguardi disperati durante l’ultima preparazione giochi, con tanto di isterica esplosione ridarola all’imprevisto finale del gioco illustratoci da Olga..(fortunatamente ora nn mi si vede che rido da sola cm una psicopatica..).



Ma che dire di C&S? Chiara&Stefanieshko?
Di Chiara ero già entusiasta prima della partenza, ma Shtefaniesko è stata una rivelazione!
Chiara Chiara..cittadina di Moldova, nana temibile, instancabile braccialettaria (nn pubblicherò alcuna foto, stai tra;) e poi giovane donna capace di far sentire ognuna di noi al posto giusto, ogni nostro intervento sensato (apprezzato il no comment per la “nostra”riflessione).

Shtefaniesko..evolutosi da rege sconosciuto a spaventoso (neeee?) crocodile, ha saputo rallegrare la tabara come solo una presenza maschile avrebbe potuto fare (No ana e no trol); mi riferisco in particolare a quando si dilettava nell’imitazione dei cupi, con tanto di dito nel naso ;D
Inoltre, scoperto il suo segreto, oramai più alcuna barriera si frapponeva tra noi ed il nostro papone, grazie alle dritte di mama chiara, of course!
Bine, gata pentru “ora” (nn ho mai capito cm si dica “adesso”).
Pa paaaaaaa
Tatiana






martedì 17 agosto 2010

Terza parte - Moldova 1 - Poverty 0

Sarà che sono un paio d'anni che non scrivo più da queste parti, ma ora che ho iniziato mi sembra di essere tornato a casa e non ho più voglia di smettere...
Vi ho raccontato del primo e ultimo giorno della nostra avventura moldava, ma in mezzo sono davvero tanti gli aneddoti che potrei elencarvi...
Prima però un ringraziamento a tutto il gruppo, senza nomi classifiche o peculiarità... siamo stati grandi!!! E il fiume in piena di post targati Moldova 1 che sta inondando questo blog è una cosa che mi piace un sacco!!!
Ma dicevamo... quante cose successe in due settimane ma fra tante ecco due immagini:

Jenia (si scrive così?) è un ometto “down” sulla cinquantina che tutti i giorni usufruisce della mensa sociale di Ucrainca. Capisce tutto quello che gli dici ma purtroppo non riesce risponderti o meglio lo fa nel modo migliore con il sorriso!
Sempre con noi durante le attività coi bimbi provava a stare un po' in disparte per “non disturbare” ma poi... eccolo a scrutare un'attività manuale... a scompisciarsi per “Una sardina” e ad origliare le nostre riunioni di fine giornata. Insomma è stato uno del gruppo e quando non c'era gli sguardi scrutavano l'orizzonte in cerca del suo arrivo. Arriva l'ultimo giorno.. il momento dei saluti... Jenia c'è.. ma è li solo soletto con la faccia un po' triste.. foto di gruppo viene anche lui... ultimi saluti e lui è sempre li... spunta una maglietta dei volontari di Diaconia e lo chiamiamo “Jenia vieni qui”.. gli regaliamo la maglietta, ci guarda, sembra quasi non crederci, ci riguarda e alla fine ride. Spettacolo di un Jenia, è li, impaziente non sa cosa fare si rigira la maglietta fra le mani e alla fine via la maglietta che ha su e si mette quella nuova giusto il tempo di fare una foto assieme e poi sopra si rimette anche quella vecchia quasi come a voler custodire il “prezioso” regalo. Ci salutiamo Jenia ride è contento e sono sicuro che, se anche potesse parlare, non riuscirebbe a esprimere quello che si vede dipinto sul suo viso.

Razalai – Martedì 10 Agosto ore 21.00 – Sono seduto sui gradini della scuola di Razalai che ci ospita, davanti a me una decina di bambini, più o meno gli stessi che si alternano dalle nove di mattina. C'è chi gioca con un pallone da mare “ricomposto” con lo scotch e da rigonfiare ogni 5 minuti, chi intona un bans del pomeriggio chi invece si fa coccolare dai nostri volontari.
Guardo la scena, 1, 2, 5, 10 minuti.. mi estraneo da tutti e tutto e inizio a pensare ma senza capire. E' ormai buio, noi siamo sullo sfinito, ma i bimbi ancora li carichi di energia per gustarsi con noi gli ultimi attimi della giornata. Guardo ancora e rimango sconvolto da questa scena di normalità. Un pallone bucato, dei canti, una boccaccia e tanta tanta felicità. Mentre guardo mi immagino a casa mia dove i bambini se non hanno il pallone nuovo dei mondiali fanno i capricci e le bimbe ballano al ritmo dell'ultima hit del momento. Riapro gli occhi e rivedo i bambini e... continuano a giocare!!! Mi sembra tutto così normale e cosi strano... cosa ci dovrebbe essere di così strano in bambini che giocano con la prima cosa che hanno in mano e ridono strimpellando motivetti senza senso??? Sono dei bambini.. devono giocare e loro lo stanno facendo!!!! Poi arriva Chiara mi fa: “Tutto ok? Qualcosa non va?”.... e io “Tutto Zuper Puper!!!” anche se non devo essere stato molto credibile...


Con la foto di Jenia e i bimbi di Razalai mi torna spesso in mente il tema “Zero Poverty” del quale abbiamo discusso coi volontari moldavi e italiani, sulle possibili azioni da fare ma anche solo semplicemente di quella che era la “questione”. Penso ancora una volta a “Zero Poverty” ma mi ritornano in mente i “sorrisi muti” di Jenia e la “felicità normale” dei bimbi di Razalai momenti di una ricchezza infinità prodotti da una semplicità estrema e che mi fanno urlare ancora una volta quello che è stato il nostro slogan:

“MOLDOVA 1 - POVERTY 0”

Semplicemente....GRAZIEEEEEEE!!!!!!!

Ste

Seconda parte - Razalai

Un, doi, tre.... RAZALAI(che si dice Reselei)!!! E' con questo urlo gridato a squarciagola da almeno 120 bambini che si conclude la Tabara di Razalai. Quanti bambini ci saranno? Ma soprattutto.. ci saranno?? Questo era il dubbio che ci attanagliava prima di arrivare al villaggio... beh i bambini c'erano eccome!!!
Ultimo giorno e almeno 120 bambini presenti... tutto normale se stessimo parlando di un Oratorio feriale in un sobborgo nel milanese... ma qui a Razalai non c'è un oratorio... non si organizzano campi estivi ma soprattutto... gli abitanti sono 923..ops... 924... è nata una bimba proprio durante la nostra presenza.
I bimbi del villaggio sono poco più 250...oltre 120 erano da noi??? Insomma stiamo parlando della metà!!! Niente complimenti.. non servono.. certo siamo stati bravi a resistere alla stanchezza, a provare a metterci la loro stessa energia e a rimanere anche noi bambini fino all'ultimo secondo... ma vogliamo mettere quanta voglia avevano di giocare??? Ci stavano proprio aspettando per “farci la festa” o per meglio dire per far festa!!!
Incredibile come qualsiasi cosa gli proponessimo venisse da loro colta con entusiasmo, poteva essere un canto, un gioco (anche non dei più riusciti), un attività manuale (anche tra le più pallose...) e loro sempre li col sorriso, ad attendere cosa c'era dopo, a vedere come se la sbrigavano Peter Pan e Capitano Uncino a chiamarci non più con i nostri nomi ma con quelli dei personaggi che rappresentavamo nella scenetta.
E si la scenetta... più passano i giorni e più ho la sensazione che la vera scenetta ce l'abbiano preparata loro a noi, nei minimi dettagli, con una serie infinita di personaggi, volti e avvenimenti. Hanno voluto fare le cose in grande e ci sono riusciti!!! Sarà difficile dimenticare la settimana a Razalai perchè è stata qualcosa di nuovo, mai provata un po' come le favole che ti raccontano da piccolino, rimani li a bocca aperta ma con una gran voglia di risentirla e raccontarla...

Ste

Prima parte - Ucrainca

Ucrainca... al 75% Ucraina con un finale un po' così che sa di Moldova...
Visto il nome sarebbe abbastanza scontato dire in quale stato si trovi, in realtà ci troviamo nel profondo sud moldavo, in un villaggio che entra, nel vero senso della parola, in Ucraina e rimane agganciato alla Moldova per una sottilissima lingua di terra.
E' qui che iniziammo i nostri cantieri io le “mie” donne di Moldova 1.
Arrivammo quando ormai il sole stava andando a nanna e ad aspettarci c'erano Parinte, moglie, figlie e cuoche. Con noi i volontari di Diaconia pronti ad “azzannare” la prima cena gentilmente regalataci.
I primi momenti sono sempre un po' così, bisogna conoscersi, capire con chi si è ma soprattutto dove si è!
Fuori: villaggio rurale, sterrato, più carretti che macchine, niente luci e tanto tanto silenzio; Dentro: cucina con 2 microonde, letti, computer, biliardino, doccia ma... se apri i rubinetti ecco il punto che collega l'esterno all'interno... ossia l'acqua!!! Al tatto oleosa che non sai se è lei a pulirti dal tuo sudore o è il tuo sudore a pulire lei; al sapore invece un misto tra uovo e “aerosol” che magari puoi pensare possa essere curativa ed energetica ma che non ho mai trovato il coraggio per testarlo!!!
Che ci sarà mai nell'acqua di Ucrainca??? E' con questa inquietante domanda che abbiamo iniziato la nostra avventura e adesso ad ormai qualche giorno di distanza mi chiedo se non fosse proprio per il terrore di quell'acqua che le docce venivano fatte ad orari improponibili quando forse la stanchezza ci inebriava rendendoci invincibile a qualsiasi vapore...

Ste

domenica 15 agosto 2010

Moldova1 parte sesta

14 Agosto 2010

MULTSU-MULTSU
Eccomi rientrata in Italia, dopo un viaggio abbastanza delirante, catapultata in una giornata uggiosa, di pioggia e cielo grigio, con la metà dei gradi che c’erano in Moldova… :-)

È strano.
Ora che sono tornata e racconto le cose viste, vissute, sentite, anche solo respirate, ho gli occhi più luminosi del solito.
Ripenso al volo di andata, con signore Rumene e Moldave che volavano felici verso casa chiedendoci perché anche noi eravamo su quell’aereo, ripenso all’arrivo all’aeroporto di Chisinau dove i primi volontari ci aspettavano col sorriso; ripenso all’accoglienza di tutti, alle lunghissime riunioni per organizzare i giochi, alle nottate passate a fare costumi e fiori di carta crespa, ai semi di girasole presi direttamente dal girasole…
Insomma potrei continuare per pagine e pagine.

Scrivo tutto questo solo per ribadire il bellissimo GRAZIE che ha scritto Chiara, perché penso che non si sia dimenticata davvero nessuno…
Ma devo ringraziare anche, e penso di poterlo fare a nome di tutte noi cantieriste di Moldova1, i nostri ZuperPuper Chiara e Stefano :-)
Non potevamo desiderare Mamica&Tatico migliori: sorridenti, carichi, stanchi come noi (se non di più) ma sempre pronti a “correre in nostro aiuto”.
Chiara: infermierina all’occorrenza, mamma che si preoccupa e trasforma una febbre in meningite, sorella maggiore con cui spettegolare o sfogarsi un po’ nei momenti giusti, e professoressa sempre disposta a chiarirci le idee con uno schema o un diagramma!
Stefano: chirurgo con un odio profondo verso aghi e sangue, comico che solleva un po’ il morale alle piccole volontarie stanche o malaticce, fratello maggiore che prende in giro ma si interessa se vede che qualcosa non va, nostra guardia del corpo/del bagno/di casa… E anche coccodrillo “gaio e attillato” !

Insomma direi che avevamo proprio tutto quello che ci serviva.
MULTSU-MULTSU a tutti e due!

Francesca

Moldova1 parte quinta

10 Agosto 2010

IL POZZO


Oggi Stefano mi ha portato con lui a prendere l’acqua al pozzo.
Io avevo bisogno di “staccare” un attimo e lui forse aveva bisogno di due braccia in più almeno per questa volta.

Mentre facevo scendere quel secchio nel vuoto, sorridendo come una bambina che prova per la prima volta un gioco nuovo, pensavo che la Moldova per me è stata qualcosa di simile a un pozzo…
In Moldova i pozzi sono come piccole casette caratteristiche, con il tettuccio a capanna colorato, un po’ isolate sul ciglio della strada e sicuramente molto belli da guardare.
Il pozzo è qualcosa di affascinante, frutto dell’intelligenza dell’uomo che non si limita a guardarsi intorno ma scava in profondità per cercare ed ottenere con fatica ciò di cui ha bisogno.
Acqua. Acqua rigenerante che raggiungi solo impegnandoti, e che una volta raccolta non puoi e non vuoi assolutamente sprecare.

Francesca

sabato 14 agosto 2010

Moldova1 parte quarta

10 Agosto 2010


Come promesso ecco a voi Francesca e Carolina tornate per parlarvi della Tabara di Ucrainca!

Ormai quell’intensa settimana è un ricordo, ma ancora molto vivido nelle nostre testoline!
Tutto iniziò con una calorosa (in tutti i sensi) accoglienza nel Centro …? della piccola e sperduta Ucrainca. Dopo il primo BORSH, noi italiane, 4 ma con 3 valigie :-(, ci siamo subito precipitate nella tanto attesa doccia: il profumo non era proprio il cosiddetto “Acquadirosa” ma qualcosa di più vicino a una “frittata”. Non dovete spaventarvi, perché nonostante la sorpresa iniziale, abbiamo imparato ad apprezzare ancora di più l’acqua “frescha&inodore” e a non sprecarla inutilmente!

Domenica è stato il primo vero giorno di Tabara perché ci siamo catapultati nel mondo di Alba-ca-zapada & i 7 piticii (che storia sarà mai questa?!).
I primi giorni ci hanno viste impegnate nell’imparare quelle “10 parole base” per riuscire a sopravvivere anche senza i nostri traduttori in tempo reale (grazie Stefano e Chiara).
Spaccato il ghiaccio iniziale, dopo aver stracciato a calcetto i Moldavi, nulla ci sembrava più impossibile (ohoooooooooooooooo!!!) e Ana Lucia, Valeria, Ana, Dima e Andrian ci sembravano gli amici di sempre.

Con tutte le nostre energie abbiamo creato casette, costumi, fantastici giochi a tema, attività manuali e fantastiche scenette in cui i protagonisti si improvvisano attori esperti e con una perfetta dizione: “Cume? Venatorului nu a ucciso Albacasapada?”, naturalmente con un enfasi degna di un maggiordomo filippino! :-)

Non possiamo dimenticare inoltre il prezioso sostegno del Parinte e di sua moglie che ci hanno fatto sentire come tanti figlioli e delle super cuoche che non vedevano l’ora a pranzo di darci una mano in BUCATARIA. Peccato che nel momento del “vero bisogno”, quando Dima ha avuto la bella idea di cucinare 2 chili di patate fritte con uova e prosciutto tutto in una padella di diamentro 30 cm, promettendo che sarebbero state pronte in CINCI minuti, loro non c’erano e non l’hanno potuto sgridare! :-)

Beh ora però ci tocca parlare dei protagonisti della Tabara: i COPIIIIIIII.
Tanti, diversi, ma tutti con un’infinita voglia di giocare e di divertirsi con noi!
La lingua in questo caso non è mai stata un problema perchè la loro fantasia è immensa e con gesti e strani versi ci siamo sempre capiti alla grande.
Le foto parleranno meglio di noi…
La soddisfazione più grande, dopo tante tante tante ore di lavoro, è stato vedere i loro sorrisi e sentirsi dire l’ultimo giorno: “Ci vediamo domani come sempre?”
Abbiamo condiviso con loro i momenti più intensi della prima settimana e ci siamo lasciate coinvolgere dando tutto l’affetto di cui siamo capaci.

Ci risentiamo presto perché ormai i giorni qui in Moldova sono pochi ma noi abbiamo ancora un sacco di cose da dire!


Buna Seara dalla ormai famosa Alba-ca-zapada & un Pitic

Moldova1 parte terza

9 Agosto 2010

Ciao a tutti,
sono quasi commossa per questo primo intervento personale che mi accingo a scrivere..
in questo momento mi trovo nel buio della nostra camera, isolata dal mondo grazie alla tecnologia mp3.. direi che l’atmosfera c’è.

La prima settimana di Tabara ad Ucrainca è stata così intensa che è volata via senza che alcuna di noi riuscisse a fermare i propri pensieri ed emozioni come posso fare finalmente ora, desiderosa di lasciare una testimonianza a chiunque la ricerchi ma soprattutto a me stessa.

Si è trattata della prima esperienza del genere: volontaria in terra straniera, terra poverissima ma dalla quale porterò a casa tanto.
Si può vivere con molto poco quaggiù, eppure ricordo solo volti sorridenti, volti di bambini dall’espressione ormai adulta, con occhi che trafiggono il cuore per l’intensità del loro sguardo. Bambini molto più timidi ad Ucrainca che qui a Razalei, ma animati dalla stessa voglia di mettersi in gioco, di ricevere attenzione.. i primi mi davano l’idea di gattini indifesi, tanto che ti si strusciavano addosso o ti assillavano con piccoli dispetti, come per dire: “eih, sono qui!”. Questi invece possono incutere soggezione proprio perché sembrano non aver affatto bisogno di te, ma rotto il ghiaccio iniziale, imparati alcuni nomi e guadagnata così un briciolo della loro fiducia, ti accorgi che anche il più spavaldo è in grado di emozionarti regalandoti un sorriso con tanto di “multsumesc” (grazie) dopo che l’hai aiutato a costruire la sua fionda.

L’esperienza ad Ucrainca è stata indimenticabile anche e soprattutto grazie alla presenza dei volontari moldavi con cui ho avuto la fortuna di condividerla. Non avrei mai immaginato di poter comunicare così bene con ragazzi e ragazze così diversi da me soprattutto per lingua e per contesto di vita.
Valeria, tenera ed esuberante; Ana, timidissima ma sempre presente quando avevi bisogno di lei; il piccolo Adrian, che solo 13enne si è dimostrato più instancabile di tutti noi; Dima, tenero Principe Azzurro o lupo mannaro all’occorrenza; Ana Lucia, la mia super partner con la quale l’intesa si è sempre trovata sempre, a furia di sguardi, gesti e mix di inglese, italiano e rumeno.

Qui a Razalei invece l’avventura è appena incominciata, e sembra per il verso giusto.

Chiudo questo poema con la promessa di rifarmi viva con un altro altrettanto noioso, anche perché sono l’unica ancora sveglia alle 00.30!!! (Altrimenti avrebbero dovuto strapparmi il pc).

Ciaoooooo

Tatiana (nu Tania, multsumesc)

Moldova1 parte seconda

9 Agosto 2010

..vine (?) mama BROOOOAAAAASKA.. PACI!!.. vine tata BROOOOAAASKA..PACI!!...

..ma magari fosse solo una canzone.. queste broaska (tenere ranocchiette) ci accompagnano fin sotto la doccia, ieri svoltasi sotto le stelle.. fortunatamente le due sottoscritte si tenevamo compagnia cantando a squarciagola le canzoni della loro infanzia (O LAAADY, LADY, LADY OSCAAAR..) e facendo concorrenza alla musica proveniente dal villaggio.

Tutto ciò dopo un pomeriggio coi COPII (teneri marmocchi) passato splendidamente tra gioconi, bans e scenette.

Bene. Frigo vuoto. Spesa. Bambini, chi vuole venire?


timidamente 2 di loro si uniscono a noi, per poi moltiplicarsi appena varcata la soglia del nostro giardino.
Guidate unicamente dai bambini, partiamo (MIERGEM!).
Coinvolte dal loro entusiasmo, ci lasciamo andare in un ban dopo l’altro, soddisfatte di tale successo.
Del magazin nessuna traccia. I bambini risultarono essere degli instancabili juke-box..

..A POCO A POCO UN ODIO PROFONDO NEI CONFRONTI DI QUALSIASI SPECIE DI SARDINA, RANA, TORTELLINO, O QUALSIVOGLIA SAMBA, RUMBA E GIRAMENTI DI TESTA INIZIO’ A MATURARE IN NOI..

Dopo aver ispezionato tre magazin, finalmente trovammo ciò che cercavamo e vittoriose riprendiamo la via di casa (naturalmente accompagnate dalle solite sardine! :S ).

Per il momento è tutto,
da una delle aule della scuola primaria, nonché confortevole camera da letto delle 2 donzelle qui presenti, restituiamo la linea al prossimo writer.

..cmq in fondo in fondo (in fondo) le sardine ci stanno simpatiche..

Tatiana & Eleonora

Moldova1 parte prima


8/8/2010

<<…Da da daaa, na na na na na naaaa, da da daaa >>

Bine, bine siamo Carolina e Francesca e vi scriviamo dalla Tabara a Razelai!!
Oggi è stata una giornata FORTE frumose (si scrive così?? Chiara aiutaci tuuu! Per gli italiani: Mooolto bella). È il primo cantiere qui e le previsioni “d’Alonzo” dicevano 7 bambini..mm.. però abbiamo dovuto moltiplicare i 7 per 11! Un esercito di copii (bimbi) affamati di giochi.
Anche se noi volontarie italiane eravamo stanche dopo il cantiere di Ucrainca (…ve ne parleremo!), grazie all’energia dei volontari moldavi ce l’abbiamo fatta.

Dovete sapere inoltre dove siamo e come viviamo: ci troviamo in un asilo formato mignon, tutto l’arredo è altezza “bambino anni 3” ma riusciamo a cavarcela benone.. è meglio di come ce l’avevano descritto, la doccia è comoda, “vista stelle”, il bagno svolge il suo ruolo abbastanza degnamente e siamo circondati da un giardino verde e abitato da simpatici animali.
Speriamo che anche i prossimi giorni vadano bene, quello che è certo è che ci metteremo tutta la nostra energia!

Per ora è tutto, vi riscriveremo nel prossimo momento “libero”.
Saluti dalla lontana Moldova

Francesca e Carolina

Anche Moldova1 c'è!

Ciao a tutti, mentre le mitiche 4 ragazze italiane e il mio cocordinatore sono finalmente arrivati in Italia, ho il compito di postare i pensieri che siamo riusciti a raccogliere nelle piene giornate di campo e che sono rimasti buoni buoni nel mio pc nell'attesa di una connessione ad internet.

Magari alla fine riuscirò ad aggiungerci anche le foto e due parole di mio, per ora mi limito a dire GRAZIE!

Grazie a Carolina, Eleonora, Francesca e Tatiana che hanno resistito alle infinite riunioni di programmazione regalando ai colleghi moldavi tutta la loro energia

Grazie a Dima, Andrian, Ana, Ana-Lucia e Valeria a Ucrainca e a Anatol, Olga, Tanea e Doina a Razalai che hanno accettato di mettersi in gioco con noi

Grazie a Daniela, Mariana, Lenuta, Ana e Cristina che sono state preziose e inaspettate collaboratrici a Razalai

Grazie alle volontarie di Ucrainca che ci hanno accompagnato alla scoperta del villaggio

Grazie a Parinte Mihail e sua moglie Anastasia che ci hanno accolto come figli più che come volontari

Grazie alle cuoche di Ucrainca piuttosto scettiche sulla nostra cucina, ma ammirate dalla nostra arte del riciclo (grande Tatiana) e sempre pronte a "integrare" abbondantemente la nostra dieta

Grazie a Parinte Valery e sua moglie Lucia, i mici che ci hanno preparato ci hanno saziato dell'assenza bisettimanale di carne "vera"!!

Grazie a Doamna Maria, direttrice della scuola di Razalai, per aver preparato al meglio tutto per il nostro arrivo ed essere stata una presenza costante ma discreta

Grazie ai nostri paznici, angeli custodi soprattutto nell'ultima notte di Razalai (e ai figli e nipoti che li hanno accompagnati con la tuica, compreso il piccolo Vasile)

Grazie a Nadea, che se non ci fosse lei i cantieri non ci sarebbero

Grazie a Anna, che se non ci fosse lei... saremmo stati meno sparaflashati da milioni di foto!

Grazie a Oleg, Dorel, Vasile che hanno sacrificato sabati e domeniche per portarci da un capo all'altro della Moldova

Grazie a Igor che ci crede davvero, tanto da farsi ore nella notte per venirci a trovare

Grazie a Elisa, che seppur non presente nello svolgimento di questi ultimi cantieri è colei che ci ha aperto la strada

Grazie a Sergio, che c'è, sempre.

Grazie a Stefano perchè lavorare con lui è stato bello e "facile", come dice Nadea am gasit limba comune e perchè ha davvero voglia che questo paese diventi il posto in cui ogni persona che ci nasce possa sperare di costruirci un futuro

Ma grazie soprattutto ai bambini, ai 45 scatenati e ai piccoli 25 dell'asilo ad Ucrainca e ai mitici 120 dell'ultimo giorno a Razalai (ed erano almeno 80 gli altri giorni). Senza di loro non ci sarebbe stato il cantiere e senza di loro non avremmo avuto l'energia per affrontare tante difficoltà. Tutti i loro nomi non li so, ma dalla piccola Dana al soprendente Catalin ognuno ci ha donato qualcosa (e non parlo solo del liberarci dalla gigantesca rana che si era impossessata del corridoio della scuola!)

Grazie a tutti quelli che si sono fatti toccare dalla nostra presenza

flusso di coscienza: Stefan Voda

Il centro dei bimbi alla moda italiana,
Il personale del centro,
Sara…
Donna Ludmilla Tamara Lidia,
Parinte Vadim,
La Smantina,
L`assistente medico palestrato,
Il cibo dei bimbi,
I letti,
La palestra stanza da letto,
La pizza,
Mara e Alexey,
Alina la scenografa,
Il campo in sintetico,
L`intesa con Giulia,
Slavich e la maglietta del Chelsea e il Pc,
Inga e le calze viola,
Sara…
Cristina 1-2-3,
Le tette di Michaela la cinesina,
AnaLucia e il sorriso,
L`uomo senza gambe,
Dima e Laura,
Cantare "Il cielo di Irlanda"
Pitturare la stanza con la vernice profumata,
La birra,
Il vino,
Le pannocchie di Victor,
La Placinta di mamma Dima,
L`arrivo dei Coscalesi,
La fuga di parinte Andrei,
Alexey- Mara e il centro dove lavora,
Il tubo dell`acqua,
L`uomo primitivo,
Alina la traduttrice e la cuoca,
Fare la spesa,
Sara…
Lavare i piatti,
La sorpresa di Kostel e Michaela,
Mara-Alexey e la loro serata,
I 3 pc nell`aula PC,
Il Grazie di Giulia,
Il nobile Victor,
Il petto scolpito di Dima,
La semplicita di Alice,
La fobia dei gomiti,
L`allergia di Alice,
Francesca e l`oratorio e i bans,
Sara…
Laura e I pantolncini della nena Blu,
I cani randagi,
Mara-Alexey,
Laura e Dima,
Il caldo torrido,
L`acqua ghiaccita,
Mamabrosca,
1 2 3 stella,
Fratelli,
Fanculo,
La programmazione,
Le verifiche,
Sara…
La serenita` di Andrea,
L`antropologia di Francesca,
La dolcezza silenziosa di Inga,
Slavich il fanciullo,
Mara-Alexey,
Love Roman,
La preghiera e la riflessione,
Gli insetti,
La luce dell alba,
La fascetta di Andre,
Sara…
I beni culturali di Francesca,
Peter l`ungherese detto l`enigma,
Mara e Alexey al lago romantico,
Il castello notturno di Inga,
Il maschilismo imperante,
L`empatia con Giulia,
La bellezza di Sara…

1-2-3-4-5-6... CIAO Moldova!

Marco

sabato 7 agosto 2010

Solo la Moldova va in tv!

Campo Moldova 1 a Ucrainca

Campo Moldova 2 a Coscalia

flusso di coscienza:Coscalia

il sole cocente
le mosche stranzianti
il buco del gabinetto
il carretto di fieno
l'Audi di Parinto
il vino di Tanya
il sorriso di Costel
le ciabatte
la polvere di terra
la fisicata di Roman
la banananana di Mihaela
la macchina del capo
la recidiva Elena e gli origami
Anatol e Kirico
vangare la terra
la dolcezza di Cristina grande
gli occhi di Cristina piccola
gli occhi di Nicoletta
Adrian Mutu
l'eleganza di Natasha
il pate' vegetale
la messa ortodossa
Igor Diaconia shi Fabio ingegnere
il letto morbido
la pioggia diverte
la placinta e la carbonara
la pera coperta di Mara
da da da da da di Giulia
il pavimento della cucina
la chiesa azzurra
strappare l'erbaccia
la benedizione delle mele
l'odore del caldo
lo spettacolo finale
il cibo al cimitero
l'esperienza della ruteira
le tette di Anamaria
i miei compagni di viaggio
la prevenzione di Andrea
la spensieratezza di Laura
l'arte di Francesca
la delicatezza di Alice
l'amore di Sara
il silenzio
la stellata serale
notte buena:-)

Marco

ultimo giorno a Coscalia

l' ospitalita' e' un dono: dono a chi e' ospitato, dono a chi ospita. Certo l'ospitalita' e' solo una tappa, non puo' essere tradotta in situazione definitiva perche' essa SI INDIRIZZA SEMPRE A NUOVI INTERLOCUTORI TEMPORANEI che si affacciano alla soglia della casa o della citta'. La condizione dell'ospite E' QUELLA DI CHI NON RESTA, altrimenti diventa un membro e perde la propria qualita' di straniero, altro, pellegrino... l'ospitalita' e' un rito di passaggio, IL DONO TEMPORANEO DI UNO SPAZIO. Praticare consapevolmente l'ospitalita' allora portera' con se un dono inatteso: quasi inavvertitamente finiremo per scoprire che facendo spazio all'altro nella nostra casa e nel nostro cuore, la sua presenza non ci sottrae spazio vitale ma allarga le nostre stanze e i nostri orizzonti, cosi' come la sua presenza NON LASCERA' UN VUOTO, ma dilatera' il nostro cuore fino a consentirgli di abbracciare il mondo intero.

Testo che arriva dal sussidio caritas, pag 16.
Ieri sera l'ho letto per caso e mi e' tornato in mente questa mattina quando dopo aver terminato l'ultima giornata di attivita' insieme alcuni dei bambini di Coscalia si sono messi a piangere all'idea che domani ce ne saremmo andati (verso l'altro campo a Stefan Voda).
Causa problema non irrilevante della lingua non abbiamo neanche potuto dirgli molto, se non che avremmo potuto rivederci anche domani alla messa in basilica, ma in effetti non e' un granche' come risposta.
Ho pensato che per noi volontari che siamo partiti per il cantiere con la consapevolezza di andare e tornare i saluti di oggi (o di domani) verranno vissuti in maniera un po' diversa rispetto a come li vivranno i bambini: cosa avra' capito Cristina del fatto che per una settimana 12 persone le hanno dedicato mezza giornata e ora se ne vanno, alcuni addirittura in un altra nazione?!
Probabilmente adesso proprio niente, magari prima o poi capira' anche lei che il dono temporaneo di uno spazio.. non lascia davvero nessun vuoto.

Preparandoci a lasciare Coscalia, noroc!
Francesca

giovedì 5 agosto 2010

Coscalia c'è

Postiamo per la prima volta sul blog direttamente dal cantiere di Coscalia dove non prendono i cellulari neanche a pagare ma...abbiamo la connessione internet!

Il centro che ci ospita, insieme ai volontari moldavi, si trova nel cortile della basilica che oltre ad essere l'unico edificio del paese piu' alto di un piano e' di un bellissimo azzurro intenso! L'altra sera parinte Andrei ci ha anche fatto fare una vera e propria visita guidata spiegandoci le caratteristiche della chiesa ortodossa, e' curioso notare quante cose di fondo uguali ci siano nonostante le apparenti differenze!


Ad ogni modo parinte e' davvero molto disponibile al dialogo e alla condivisione del suo tempo con i volontari...oltre che del vino moldavo che ci siamo gia' resi conto essere una vera e propria tradizione per la gente del posto (...ottimo, visto che e' buonissimo!).

I primi giorni moldavi sono stati molto intensi visto che dovevamo per prima cosa abituarci al luogo, alle persone con cui lavoriamo (lingua e cultura diverse dalla nostra), a orari e ritmi del cantiere e ad alcune caratteristiche del luogo...quali per esempio i tipici bagni moldavi e la fauna locale (...che ci fa compagnia anche sul monitor del computer!!).

Passati i primi giorni in cui senza le traduzioni di Giulia e Mara saremmo diventati tutti pazzi con i volontari locali si sta instaurando un bel rapporto: in realta' capire il rumeno non e' cosi' problematico come parlarlo, ma tra esperimenti linguistici, espressioni, gesti e un po' di inglese ce la stiamo cavando bene!

Durante il tempo dedicato ai lavori sociali, ovvero a dare una mano agli anziani del posto, ci siamo davvero resi conto di cosa possa voler dire vivere in Moldova: noi italiani siamo davvero abituati fin troppo bene!!

...parlando giusto di ritmi del cantiere, e' giunto il momento della riunione serale per cui vi salutiamo.


Ci tenevamo a condividere le prime impressioni, sicuramente molte sono ancora in fase di elaborazione visto che abbiamo davanti oltre che ancora molto tempo uno spostamento dal villaggio di Coscalia dove ci appunto ci troviamo ora alla cittadina di Stefan Voda...

Avremo quindi modo e voglia di farvi sapere come procede!!

LA REVEDERE!!

Francesca, Laura (e Costel)