giovedì 13 maggio 2010

delle (in)finite possibilità


marta: buonasera. al Lweibdeh, per favore (in lingua locale)
tassita locale: se Dio vuole (in lingua locale)
(marta: beh, sì...)
tassista locale: americana? (in lingua locale)
marta: no, italiana (in lingua locale)
tassista locale: parli bene arabo (in lingua locale)
(marta: capirai...tre parole e dette pure male...)
tassista locale: ah, italiana...bissa? (in lingua locale)
marta: eh?
tassista locale: bissa, bissa (in ligua locale, con un convulso mimo di qualcosa che punta verso l'infinito in diagonale)
marta: visa?
tassista locale: bissa, bissa (in lingua locale, senza mimo 'sta volta)
marta: ah, pisa?!
tassista locale: sì, bissa (in lingua locale)
marta: no, milano, più a nord (in lingua locale)
tassista locale: ah...(in lingua locale, con del malcelato disappunto)
marta: eh, già...(in italiano)
tassista locale: bissa è bella (in lingua locale)
(marta: eh, già...)
tassista locale: vivi qui? (in lingua locale)
marta: sì (in lingua locale)
tassista locale: sei sposata o studi? (in lingua locale)
marta: basta? cioè, solo 'sei sposata o studi'? (in lingua locale)
tassista locale: sì, sei sposata o studi?
(marta: se proprio devo scegliere...)
marta: studio (in lingua locale)

marta: qui va bene. grazie e arrivederci (in lingua locale)
tassista locale: arrivederci (in lingua locale)

ovvero: non si finisce mai di imparare.

giovedì 6 maggio 2010

Noi non vogliamo affatto immatricolare una galera

ovvero: come ottenere la residenza in Giordania in sette mesi e vivere felici



non stiamo a raccontarvi in quanti uffici siamo stati, con quanti prefetti abbiamo parlato, quanti sorrisi abbiamo fatto, quanti taxi abbiamo preso, quante carte abbiamo riempito, ma alla fine, io e Davide siamo orgogliosissimi possessori di carta di identità giordana...ora potete dimenticarci qui fino al 4 maggio 2011!!

....KINDU C'E'!

Sguardi che conoscevamo diffidenti e compiacenti diventano amichevoli e gioiosi.

Giochi eseguiti per dovere e curiosità, diventano attesi e desiderati.

Questi mesi a Kindu ci hanno regalato gioie inaspettate.

I ragazzi iniziano ad aspettarci e ad aprirci il loro mondo.

Noi ce la mettiamo tutta, anche se non sempre le cose vanno proprio lisce……

Per questo primo post del nuovo anno lascio le parole alle immagini.

……..noi ne usciamo quasi sempre ingloriosamente distrutte e sfinite, ma alla fine belle Felici!!!

Baci a tutti!!!


ADESSO FACCIAMO UN GIOCO:
prendete le caramelle che volete.......


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TIRO ALLA FUNE:


gli spettatori
la sfida
I VINCITORI!!!
.... le vasungu sfigate...



........ A PRESTO!!!!

martedì 4 maggio 2010

Tra i banchi di scuola in Medio Oriente

C'è la scuola superiore dove le famiglie della Damasco bene mandano a studiare le proprie figlie; c'è la scuola femminile di Yarmuk, dove oltre il novanta percento degli studenti sono figli di rifugiati palestinesi; c'è la scuola media di Jaramana, organizzata su due turni per riuscire ad assorbire le decine di ragazzi iracheni arrivati negli ultimi anni; c'è la scuola elementare maschile nella periferia rurale damascena, dove i ragazzini siriani, oltre alle materie curriculari, imparano anche i primi rudimenti di agricoltura e zootecnia.

Un interessante documentario prodotto dalla BBC sul sistema educativo in Siria. Gli autori hanno filmato quattro scuole nella città di Damasco durante un intero anno scolastico, restituendo un ritratto del Paese che va contro molti degli stereotipi occidentali sul mondo arabo.



BBC/Open University

What’s it like to grow up in Damascus, the oldest capital city on earth, deep in the heart of the Arab world?
Syrian School does something no series has done before. The production team have been allowed a remarkable degree of access so you can follow a year in the life of four schools in Damascus, a high pressure crossroads in the Middle East. Filming real life in schools, in homes and on the street, this programme creates a unique portrait of education and family life in a city that has rarely, if ever, been seen in this sort of intimate detail.



Syrian School - Part 1 from Yazan Badran on Vimeo.

E LA PIOGGIA FU




Me ne stavo tranquilla fuori dall'ufficio guardando la pioggia che cadeva piano.
Gocce sparse ma continue, niente di allarmante.
- Al massimo mi bagno un po'- penso.
D'improvviso un rumore.
Come una sassaiola contro una lamiera, come fa il mare quando arriva l'onda a riva, come un applauso che cresce veloce dopo la chiusura del sipario di un teatro.
Era la pioggia che arrivava da lontano.
Ma ve la immaginate?
No dico..io vedo arrivare un uomo che cammina per strada, la notte quando fa buio, le nuvole nel cielo, ma non la pioggia!
La pioggia scende e basta, non arriva da lontano come il bus.
E invece standomene li, la potevo vedere chiaramente davanti a me, avanzando inesorabile sopra ogni cosa.
Prima lontano, una nuvola nera, il sipario che si chiude e il primo spettatore, il più avventato o forse il più emozionato, che inizia ad applaudire.
E poi cresce, gli altri spettatori che seguono il primo, l'onda che raggiunge la riva e scroscia mischiandosi all'arena della spiaggia.
Così l'ho vista avanzare.
Verso di me, invadendo e valicando, conquistando terreno.
Come se su la, in alto, qualcuno stesse aprendo un enorme botola e progressivamente l'acqua se ne scendeva, attirata dalla terra assetata.
E poi è arrivata.
Mi ha sorpreso proprio li dove stavo, in piedi, con le mani in mano e la bocca spalancata dallo stupore. E' arrivata, mi ha sorpassato e ha proseguito la sua corsa più oltre.
Tutti in piedi ad applaudire, l'onda che torna da dove se n'è venuta, la botola ormai del tutto aperta.
E solo rumore, poi.
Rumore e odore di pioggia. Dopo sei lunghi mesi.
Piove.

ps- adesso la domanda da 100 è: smetterà mai?

lunedì 3 maggio 2010

APPELLO

NO ALLA RIFORMA CHE PENALIZZA L'ABORTO TERAPEUTICO IN NICARA

14 SETTEMBRE 2007
IL PARLAMENTO NICARAGUENSE HA APPROVATO LA PENALIZZAZIONE DELL'ABORTO TERAPEUTICO


Con 62 voti a favore ed i soli voti dei tre deputati della Alianza MRS contro, i deputati della Asamblea Nacional hanno abolito il Comma 3 dell'articolo 143 del nuovo Codice Penale, confermando il divieto assoluto di qualsiasi forma di aborto in Nicaragua ed eliminando di fatto la possibilità per i medici di effettuare l'aborto terapeutico in caso di grave rischio per la vita della madre, di gravi malformazioni del feto o di maternità a seguito di violazione della futura madre

Siamo vicine alle donne del Nicaragua e a tutte le donne costrette a ricorrere all'interruzione di gravidanza per motivi di salute perchè il loro diritto alla difesa della vita sia mantenuto.

Invitiamo le compagne della solidarietà italiana e ogni persona che condivida il rifiuto di questa disumana legge a firmare ed inviare alle autorità politiche e di governo del Nicaragua.



clicca qui per inviare

clicca qui per vedere l'appello di Novembre 2006

sabato 1 maggio 2010

un primo maggio...al lavoro!



Oggi pomeriggio siamo andate a trovare Mariana, una delle sei ragazze dell'Appartamento sociale di Orhei, che da un paio di settimane ha lasciato il progetto (*) per aver trovato lavoro e casa a Chisinau. Anche se si tratta di una sistemazione temporanea, ci è sembrata davvero contenta: serve da bere e rivende tabacchi in uno strano prefabbricato che abbiamo trovato davvero a fatica (chiaramente, l'insegna non c'è): entrando, nel primo stanzino i clienti attendono l'ordinazione che fanno bussando a una grossa porta (sembra l'entrata effettiva della casa) dietro la quale Mariana riempie bicchieri e vasetti "take away" di vin de casa (vino sfuso molto artigianale), di rachiu (grappa) e tuica (vodka artigianale) che mesce da grossi boccioni da 5 litri (in foto). La sua "principale", doamna Maria, ci raggiunge poco dopo e si ferma qualche minuto a chiacchierare con noi, tirando fuori qualche parola di italiano: ha vissuto per un periodo in Italia, girando per diverse città del Nord, e 5 anni fa è tornata in Moldova per problemi legati alla famiglia e ad una gamba. Entrambe ci spiegano che a breve Mariana inizierà a lavorare come cameriera (si è preparata a questa professione frequentando una scuola professionale di 5 mesi) nel bar di un parente. La visita, seppur breve, si rivela un'immersione totale in una realtà lontanissima dalla nostra quotidianità: uomini (solo ed esclusivamente), per lo più soli, e i loro cicchetti del sabato pomeriggio. Almeno, così, a colpo d'occhio, ci è sembrato.

Anche se teoricamente sarebbe stato un giorno di festa, vedere Mariana al lavoro ci ha riempite di gioia: questi non sono che i suoi primi passi verso l'indipendenza.

(*) "Verso l'indipendenza", gestito da Diaconia.