Shabab, abbiamo l'onore del primo post dall'estero!!Si potrebbe partire da questo, dal figlio di 6 anni del nostro padrone di casa, che vedendoci arrivare dalla strada grida alla famiglia "baba, al muhajiriin!" (papa', ci sono gli immigrati!). Ora, chiunque in Italia si sarebbe un po' imbarazzato a ricevere un appellativo simile; noi, invece, sotto sotto siamo molto contenti di non esser stati ancora considerati degli ajnabi (stranieri).
L'avventura è cominciata molto presto. Forse prima del previsto, se consideriamo che la nostra cara Sce 2009 Sara ci ha raggiunto con un ritardo di 24ore. Risultato: ad attenderci all'aeroporto di Amman abbiamo trovato un "omino" di nome Farah, ora nostro collega. Immaginatevi 100 kg di uomo montati su 1,80m che, alle 3 del mattino, cerca di farsi riconoscere tenendo in mano un microscopico biglietto da visita col logo Caritas. Allo stesso modo, anche la casa Caritas è immensa (ci vuole un megafono per comunicare da una parte all'altra). E, prese le misure con la casa, adesso cominciamo a prenderle anche con il lavoro che ci aspetta. Con calma, senza fretta. Molto alla giordana.
Se a Roma si fa come i romani, ad Amman si fa come gli ammaniti.
A presto,
Marta e Davide (e Sara)
P.S. Un in bocca al lupo a tutti gli Sce, aspettiamo vostre news!!


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