mercoledì 30 giugno 2010

come quella striscina di sporco che non riesci mai a tirare su

(foto di Davide Gnes, bicchiere e tavolo sporco del ristorante yemenita, gomito mio)

c'è una cosa che resta sempre, malgrado tutto passi, anche il tempo

la polvere

quando sono tornata a milano, a casa mia, c'era polvere
quando sono tornata ad amman, a casa mia, c'era polvere

ho spostato cose a milano, e sotto alle cose c'era il loro segno, la loro ombra di pulito tra la polvere
ho spostato cose ad amman, e sotto alle cose c'era il loro segno, la loro ombra di pulito tra la polvere

è come sabbia di clessidra che mentre si deposita, capisci cosa è il tempo che passa

è come quella striscina di sporco che non riesci mai a tirare su quando passi la scopa


lunedì 21 giugno 2010

E.. si parte!



Tutto è pronto! Ho puntato la sveglia e dopo questo Post andrò a dormire.

Vestiti, medicine di tutti i tipi, repellenti anti zanzare, radioline, Gps, 8 litri d’acqua e un barattolo di pastiglie potabilizzarci, scarponi, fornelletto e altre cose che è meglio non dire se no mia mamma si spaventa :) ( scherzo, scherzo mamma!).

Domani parto per Marban, una comunità nel Beni boliviano, nella così detta “selva” o meglio.. nella Foresta Amazzonica ( che fa molto più figo : )

Partirò con due tecnici di Caritas Cochabamba, Giovan ed Edwin, per visitare l’insediamento umano del “Movimento Sin Tierra” boliviano, un’organizzazione che lotta per la redistribuzione delle terra ai poveri contadini che a causa della ingiusta distribuzione ne sono sprovvisti.

Sono entusiasta , anche se devo ammettere un po’ di sana “fifa” non manca!

Scriverò sul blog tra una settimana con le foto del viaggio!

mercoledì 16 giugno 2010

Storie di ordinaria follia (calcistica) anche dalla Bolivia

La follia calcistica da mondiale sembra propagarsi in tutto il mondo... Le reti televisive sud americane non parlano d'altro, gli speciali calcistici non finiscono mai.

Tutti seguono il mondiale con un entusiasmo adolescenziale anche se la Bolivia non è stata qualificata. In occasione dell'inaugurazione, Sud Africa-Messico, alcune scuole statali e private hanno concesso il permesso di assentarsi dal lavoro senza doversi giustificare o chiedere ferie, la così detta "tolerancia" boliviana.

Noi in Caritas ci siamo organizzati posticipando alle 14.30 la pausa pranzo e allungato di 45 minuti l'uscita dal lavoro per poter vedere la partita proiettata nella sala riunioni. Fantastico.

Domani Sud Africa Vs. Uruguay... è tutto un fermento.

martedì 15 giugno 2010

Storie di ordinaria follia (calcistica)

Sabato 12 giugno. Un mio collega giordano entra in ufficio con un foglio stampato formato lenzuolo.

- Vedrai che ci tornerà utile per le prossime settimane. Attaccalo in bella vista.

Comincio a leggere. Sabato 12, ore 14.30 Argentina-Nigeria. Ore 17.30, Corea del Sud- Grecia. Ore 21.30, Inghilterra-Stati Uniti. Domenica 13, ore 14.30 Algeria-Slovenia.. C’è pure l’aggiustamento all’ora locale.

Continuo a non capire.

- Vedi, giovedì scorso abbiamo chiamato una parrocchia per organizzare un incontro per oggi, ma non c’è stato verso. Ci son troppi tifosi dell’Argentina. Idem per mercoledì, abbiamo dovuto rimandare la riunione perché i comitati non si vogliono perdere la partita della Spagna.
- ?
- In una parrocchia di Zarqa hanno allestito un mega schermo per poter vedere le partite. Per l’Italia stai sicuro che ci sarà un bel po’ di gente.
***

Pomeriggio dello stesso giorno. Rainbow Street, Jabal Amman. Questa via, coi suoi cafè e coi suoi locali sfavillanti è uno dei luoghi della movida ammanita. Tornando dall’ufficio mi fermo in un fast-food per prendere uno shawarma (una specie di piadina con kebab di pollo). Lo schermo è sintonizzato su Argentina-Nigeria. Esco col mio panino e mi accorgo che TUTTI i bar e i café che mi circondano sono sintonizzati sulla partita, con volumi in alcuni casi davvero imbarazzanti. Mi mancano i video delle discinte cantanti libanesi che parlano di amore eterno e di buoni sentimenti.

Passo oltre i ragazzini che vendono i gagliardetti delle squadre (ma avranno anche quello della Corea del Nord? Ammetto che non mi fermo a controllare..), ma non posso fare a meno di constatare che i Suv che tentano di schiacciarmi i piedi tifano chiaramente Brasile - le bandierine che escono dai finestrini non mentono.

E’ tutto molto folcloristico. Almeno fino a quando non mi imbatto in due giordani con la parrucca, la maglia dell’Argentina e la faccia pitturata con strisce bianco-azzurre-blu. Questo è già più inquietante.

La partita volge al termine. Non sono ancora a casa quando degli improbabili caroselli stanno già festeggiando la vittoria di Maradona e soci in giro per la città.
***

Domenica 13 giugno. Entro in una cartoleria per cercare del materiale di cancelleria. Il commesso è letteralmente sdraiato sulla sua sedia girevole, non mi guarda nemmeno. Una gracchiante telecronaca in arabo sta catturando tutta la sua attenzione. Serbia – Ghana.

- Ancora 0-0?
- Già, non è una gran partita.
- Ma per quale tieni delle due?
- No per nessuna, io son per il Brasile.

Faccio per incamminarmi verso casa, ma ho dimenticato di prendere la frutta. Dal baracchino del fruttivendolo, non più grande di 4m per 4, mi arriva di nuovo la familiare voce del telecronista di Al-jazeera Sport. Sto scegliendo delle fragole quando tutto si ferma. Rigore per il Ghana. Ragazzini del quartiere, anziani sheykh che non capiscono che sta succedendo, signore coi bambini che sono lì per comprare pomodori e mulukhye si ammassano a portata di televisore. Quasi mi emoziono quando l’attaccante ghanese la butta dentro, anche se mi sorge il dubbio che gli altri spettatori non stravedano per gli africani.
***

Oggi, martedì 15 giugno. Questa mattina vado in prigione a visitare un detenuto. Le guardie fanno i loro controlli di rito e mi chiedono documenti.
- Francese?
- No, italiano.
- Ma che è successo ieri?

Per un attimo mi si gela il sangue. Oddio, cosa abbiamo combinato ieri? Ma è solo un attimo e gli rispondo.

- Guarda, non me ne parlare. Anche a me girano le scatole per questo pareggio!

Succede in Giordania

Man sentenced to 10-year prison term for murdering his sister
By Rana Husseini - Jordan Times

AMMAN - The Criminal Court on Monday sentenced a 25-year-old Jordan Valley resident to 10 years in prison for murdering his unmarried sister in July 2009.
The court first handed the defendant, a company employee, the death penalty for the premeditated murder of his 26-year-old pregnant sister on July 9.
But the tribunal immediately decided to reduce the sentence to 10 years in prison because the victim’s father dropped charges against his son.
The court also acquitted a 37-year-old taxi driver, H.M., who was standing trial on charges of raping the victim, for lack of evidence. Leggi tutto...


www.jordantimes.com

lunedì 14 giugno 2010

Strano ma... Vero!! Due..

I detenuti del carcere di Sacaba hanno alzato i muri anti evasione a proprie spese per non fare entrare i ladri..

sucedesoloinBolivia.com

GiordanItalia_quasi

Beh, c'è una ragione per tutto. Anche per la pausa di GiordanItalia...
Ora che è ufficiale ve lo posso dire: io (e assieme a me Davide, la MariaTN e Paolo che già conoscete e un po' di altra gente che mi ha sopportato/supportato) ho vinto!!!!!!!!!!!!!!
Cosa?
Questa cosa qui.

Beh, mi perdonerete, spero...
(per il momento non posso pubblicare sul blog il fumetto, ma appena si torna a settembre vi faccio vedere tutto)

YEAH!

sabato 12 giugno 2010

Anche la tv parla di Diaconia!

Anche se di sicuro non è il servizio più completo e preciso che poteva esser fatto, in ogni caso l’incontro a Chisinau dei volontari dei vari centri di Diaconia è arrivato addirittura agli onori della cronaca!

A conclusione del trimestre che ha avuto come tema “Il gioco e le attività manuali”, all’interno del progetto Young Diaconia finanziato da Caritas Vienna, Nadea, formatrice e responsabile dei volontari, ha organizzato una giornata nel meraviglioso parco Dendrarium per questi giovani così in gamba (hanno solo tra gli undici e i diciannove anni, ma dedicano praticamente tutti i pomeriggi agli altri).

Qui potete vedere il servizio e notare il figurone delle magliette inviate da Caritas Ambrosiana!
Eccovi una traduzione dell’articolo a commento:

“Intrattengono i bambini e aiutano gli anziani nei lavori domestici. Parliamo di numerosi gruppi di volontari di Missione Sociale “Diaconia”. Arrivati da molti villaggi e città della Repubblica Moldova, i giovani hanno esposto lavori di artigianato e hanno svolto dei giochi insieme. I volontari più attivi sono stati premiati.

I volontari sono venuti da diverse località moldave per fare una valutazione delle attività svolte, durante l’anno, nell’ambito di un progetto. I giovani hanno svolto varie attività di volontariato nelle comunità da cui provengono: hanno aiutato gli anziani soli e i bambini con esigenze speciali, hanno organizzato serate a tema per gli adolescenti. I volontari dicono che, anche se è piuttosto difficile lavorare con queste categorie di persone, è comunque interessante.

I volontari hanno anche esposto lavori di artigianato e hanno svolto attività in gruppo. Dopo hanno condiviso le loro esperienze. Il lavoro dei ragazzi è stato valutato da una giuria, inoltre cinque tra i volontari più dotati faranno uno scambio di esperienza in Italia, in un centro per bambini. I finanziatori del progetto dicono che hanno deciso di aiutare gli anziani e bambini in quanto queste categorie sono le più vulnerabili, specialmente in questo periodo di transizione.

Sono venuti a condividere la loro esperienza anche i volontari dell’Associazione “Prietenii Copiilor”. Nemmeno in vacanza i giovani volontari di “Diaconia” staranno senza lavoro. Continueranno l’attività di volontariato perché, affermano, così si sentono più utili.”

mercoledì 9 giugno 2010

Latte fresco tutte le mattine!


Mi piace sempre un sacco soffermarmi un attimo a vedere cosa vende questa vecchietta, che si apposta tutte le mattine ad un angolo della fermata del filobus che prendo ogni giorno per andare in ufficio. Stamattina, insieme alle sue bottiglie (rigorosamente riciclate) da un litro e mezzo di latte fresco della sua mucca, aveva un bel secchio di ciliegie, quelle autentiche biologiche, che noi ci sogniamo.

Ci sono tante signore che, come lei, arrivano dalla campagna in città ogni giorno per vendere quello che raccolgono dalla terra...verdure, semi di girasole, fiori recisi, latte (che ti fanno assaggiare dal tappino della bottiglia), brânza = formaggio fresco, e ora, con i primi caldi, anche fragole, ciliegie e prossimamente anche le amarene, che non ho mai assaggiato in vita mia se non sciroppate...non vedo l'ora :) slurp!

sabato 5 giugno 2010

Strano ma... Vero!

Hace dos meses...al benzinaio di Uspha Uspha è esplosa la bombola del gas di una macchina, fin qui tutto normale perchè a volte succede.
Questa volta invece tutte le persone che erano nel raggio di 10 metri sono state ricoperte da una polvere bianca che sembreva farina. Gli sfortunati passanti hanno iniziato a farsi delle domande su quella sostanza polverosa che li ricopriva quando hanno visto i proprietari dell'auto andarsene a gambe levate.
Nella bombola del gas avevano nascosto qualche kilo di cocaina che al conatto con il conbustibile ha fatto reazione provocando l'espolosione e una dose gratuita per gli ignari passanti e per il benzianaio.

succedesoloinBolivia.com

giovedì 3 giugno 2010

della relatività, dell'immigrazione, dell'emigrazione, del turismo e del calcio


Farah (di cui foto sopra) si è sposato all'inizio di maggio.
Viaggio di nozze in Italia. Roma-Milano-Venezia-Roma. Milano solo per vedere la partita (Inter-Juventus, dicono i bene informati).

Come ritrovarsi in piazza Axum alle dieci di sera, senza sapere come fare a tornare in albergo, senza conoscere la lingua del paese, senza trovare un taxi e senza capire bene cosa siano quei grossi cosi arancioni sui binari.

"Yallah, ya zalame, yallah!!!!"

Come diventare i primi turisti giordani salvati da un immigrato egiziano che urla al telefono in arabo in mezzo alla periferia milanese.

Comunque bello San Siro, mica ci sono degli stadi così, in Giordania.
Il Duomo? ah, quello era il Duomo? Cioè, quella è una chiesa?